Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
I lavoratori del mare sono disperati: «Ci diano almeno i risarcimenti»
20/02/2011
autore: Giancarlo Bulla
PORTO CORALLO
VILLAPUTZU. I pescatori della marineria di Porto Corallo sono intenzionati a scendere sul piede di guerra se non riceveranno rassicurazioni sul futuro. Vogliono che con loro assuma precisi impegni il sottosegretario alla Difesa Giuseppe Cossiga, al quale hanno chiesto un incontro urgente. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata appunto l’ordinanza che, dopo il sequestro disposto dalla procura della Repubblica di Lanusei, ha disposto l’interdizione alla pesca professionale del tratto di mare confinante con l’isolotto di Quirra, di fronte alla torre di Murtas. Lo stesso specchio d’acqua dove, recentemente, i sommozzatori della polizia hanno rinvenuto una discarica subacquea abusiva e altamente inquinante, costituita da rottami di attrezzature impiegate per i test bellici. «Da tempo - sottolinea Gigi Murgia, uno dei più anziani pescatori di Porto Corallo - sollecitiamo, ma inutilmente, la bonifica dei fondali marini. I rottami di missili, bersagli e quant’altro viene utilizzato per le esercitazioni militari spesso finiscono nelle nostre reti e li danneggiano». «Vorremmo che gli indennizzi concessi dalle autorità militari per il fermo della nostra attività - dice Sandro Porcu, presidente della cooperativa pescatori di Villaputzu - fossero uguali a quelli elargiti ai lavoratori delle marinerie di Teulada e Sant’Anna Arresi. Per noi di fatto risulta impossibile per la stragrande maggioranza delle motobarche, a causa della loro limitata abilitazione alla navigazione, esercitare la pesca oltre i confini del poligono (Capo Ferrato a sud e Capo Bellavista a nord)». E per le motobarche più grosse, l’attività, considerati gli alti costi di trasferimento, risulterebbe antieconomica. «Noi a Villaputzu, durante le esercitazioni, ci ritroviamo nell’impossibilità di esercitare la pesca e siamo costretti a rimanere in porto», concludono i pescatori. Nel frattempo la rappresentanza sindacale unitaria della Vitrociset, la società romana che cura la manutenzione delle infrastrutture e degli impianti del poligono, ha chiesto, una volta per tutte e definitivamente, alle Asl di Cagliari e di Lanusei di dare «risposte sicure sullo stato ambientale dell’area che fa parte del poligono sperimentale interforze del salto di Quirra». E l’assessore regionale alla Sanità, Antonello Liori, del Popolo della libertà, dopo le recenti proteste, si è detto disposto a sostenere il finanziamento di un’indagine epidemiologica seria. Oltre che ad accelerare l’istituzione del registro dei tumori.
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