Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Sotto terra c’è una discarica
19/02/2011
autore: ELIA SANNA
SIMAXIS Vecchie canalette di cemento e altri rifiuti invece di essere smaltiti venivano sepolti
Gli agenti della Forestale hanno denunciato tre persone
SIMAXIS. Le canalette di cemento del consorzio di Bonifica venivano seppellite invece di essere smaltite in discarica. La vicenda è stata scoperta dagli agenti del corpo forestale che ieri hanno denunciato due impresari edili e il titolare di un’azienda agricola e posto sotto sequestro un’area all’interno della stessa azienda.
Sono stati gli agenti del nucleo di polizia giudiziaria della forestale ad individuare la discarica abusiva dove venivano smaltite le vecchie canalette del Consorzio, nell’ambito del riordino dei distretti irrigui di Sant’Elena e Pauli Longa nei Comuni di Simaxis, Palmas Arborea e Oristano. Ieri mattina dagli uffici del nucleo di polizia giudiziaria della forestale sono partiti anche i primi avvisi di garanzia nei confronti di C. C., 40 anni, di Fonni, proprietario di un azienda agro pastorale situata nella località «Tanca e S’Omu» nelle campagne di Simaxis, e ai responsabili dell’impresa edile Sarda costruzioni A. G., 48 anni, ed F. C., 46 anni, entrambi di Oristano.
Le accuse mosse sono quelle di smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi, provenienti dalla demolizione della rete di canali irrigui di proprietà del Consorzio di Bonifica nonchè del cantiere dei locali ex Caldersarda.
All’interno della azienda agricola dell’allevatore di Fonni erano stati sepolti oltre settemila metri quadri di vecchie canalette di cemento.
L’indagine degli agenti del corpo forestale, avviata alla fine del 2010, è stata coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica, Armando Mammone.
«Nel mese di settembre dello scorso anno abbiamo accertato che in due aree, della superficie complessiva di 2.500 metri quadri, poste all’interno dell’azienda, erano state occultate le macerie provenienti dalla demolizione dei canali del Consorzio di Bonifica - ha spiegato l’ispettore del nucleo di Pg della forestale, Giuseppino Serra - Utilizzando dei mezzi meccanici abbiamo appurato che in quell’area erano stati riversati circa settemila metri cubi di macerie di cemento armato, canalette provenienti dalla riconversione della rete irrigua del Consorzio di Bonifica dell’Oristanese. Non solo, nel corso degli accertamenti abbiamo scoperto che insieme agli scarti del cemento sono stati occultati anche dei rifiuti, - ha aggiunto l’ispettore Serra - quali pneumatici usurati, residui bituminosi, buste in plastica, bidoni di latta, piastrelle in gres ceramico, pannelli in truciolare, travetti in laterizio, spezzoni di tubo corrugati, cavi elettrici e spezzoni di rete ombreggiante, risultati provenienti dal cantiere dell’ex Caldersarda, all’ingresso di Oristano».
Il progetto del Consorzio di Bonifica prevedeva la demolizione delle canalette (aeree di tipo pensile e di tipo interrato a pelo libero), per essere sostituite con una condotta sotterranea in pvc.
Tutte le opere di riconversione idraulica riguardavano il progetto di riordino irriguo dei distretti che fanno capo ai Comuni di Simaxis, Palmas Arborea e Oristano, costato oltre 800.000 euro. L’appalto era stato aggiudicato ad una impresa di Villacidro. Successivamente la parte relativa allo smantellamento delle canalette venne data in subappalto, per un importo di 190.000 euro alla Sarda costruzioni.
«Il capitolato dell’appalto delle opere in progetto prevedeva, quale onere per la ditta appaltante, la redazione di un apposito piano di smaltimento - ha concluso l’ispettore Giuseppino Serra - che avrebbe dovuto prevedere la procedura per la demolizione dei canali e il successivo trasporto in discarica autorizzata o, in alternativa, un piano per il riciclaggio dei materiali lapidei o ferrosi, provenienti dalle operazioni di demolizione».
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