CAGLIARI. Dopo l'estate inizierà il ripascimento della spiaggia del Poetto. Intanto continuano le polemiche per l'esclusione del lungomare dal parco di Molentargius. L'amministrazione comunale di Quartu si è espressa contro questa scelta. Massimo Manca, assessore all'Ambiente di Qaurtu, ha anche annunciato la ricostituzione del comitato per la salvagaurdia di Molentargius, saline e Poetto. «Un fatto _ ha spiegato Manca _ necessario in seguito all'approvazione della legge istitutiva del parco Molentargius-saline con la grave assenza del Poetto. Per le conseguenze nefaste che si produrranno, anche per gli effetti e i contenuti degli articoli di legge, abbiamo ritenuto necessario proporre a vecchi amici e compagni di mille battaglie ambientaliste la ricostituzione del vecchio "Comitato"». Soddisfazione, invece, da parte della Legambiente perchè il parco mette al riparo da vecchie e nuove spinte cementificatrici. Tuttavia «riteniamo _ afferma Vincenzo Tiana, responsabile regionale della Legambiente _ che la decisione del consiglio regionale di escludere la spiaggia del Poetto dal perimetro provvisorio del Parco è un grave errore: sia dal punto di vista naturalistico (perchè non si tiene conto che il litorale del Poetto è una componente fondamentale dell'ecosistema del Molentargius) e sia dal punto di vista politico (perchè non viene presa in considerazione l'esplicita richiesta del comune di Quartu di inserire la spiaggia nel perimetro del parco)». Intanto proseguono i progetti (già esistenti) di recupero del lungomare. In particolare quello promosso dalla Provincia in collaborazione con Cagliari e Quartu. Il piano di riqualificazione (per il momento parziale) dispone di trenta miliardi di lire (15 stanziati da Roma, tramite la Regione, e altrettanti dalla comunità europea) e prevede due tipi di intervento. Il primo è relativo al ripascimento parziale della sabbia (mancano due milioni di metri cubi) mediante lo spandimento in sei punti predeterminati del litorale di 366mila metri cubi di sabbia e la realizzazione di cordoni dunali lungo il bordo della attuale viabilità, nonchè la realizzazione di pannelli laterali e di un cordone sottomarino di trattenimento della sabbia mediante sacchetti biodegradabili riempiti di sabbia. Il secondo comporta la prosecuzione della strada camionabile lungo un tracciato compreso fra il canale di guardia delle vasche salanti delle saline e il confine posteriore dell'ippodromo, dell'ospedale Marino e dell'Aias. Sulla questione della strada, però, vi sono state perplessità sia da parte dei Comuni interessati che da parte delle associazioni ambientaliste. Parere nettamente contrario quello degli Amici della terra, del Gruppo di intervento giuridico e del Wwf. Perplessità anche dalla Legambiente. Dopo una serie di modifiche alla predisposizione della strada, la Legambiente ha dato il suo assenso, mentre gli altri settori ambientalisti hanno mantenuto le loro riserve. Prima dell'inizio dei lavori occorrerà ridiscutere con i due Comuni e attendere i tempi burocratici di Roma. Secondo l'assessore ai Trasporti della Provincia, Giacomo Guadagnini, «i lavori di recupero potrebbero iniziare dopo l'estate: sia per lo spostamento della strada che per il ripascimento». La nuova arteria definita «urbana a scorrimento veloce», adiacente alle saline, sarà larga 18,6 metri (suddivisa in due corsie per ogni senso di marcia e in una pista ciclabile). Nel progetto iniziale la costruzione della strada _ secondo gli ambientalisti _ penalizzava la pineta «riducendola in alcuni tratti addirittura a pochi metri di larghezza». E questo perchè «sulla stessa pineta» era stata «prevista (nella parte ricadente su Quartu, presso gli stabilimenti balneari) la realizzazione di tre ampi parcheggi in terra battuta». Aspetti, questi, ridimensionati nell'ultimo progetto.