Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Rifiuti secchi al Cacip: a Villacidro rivolta dei comuni e ricorso al Tar

13/02/2011

autore: LUCIANO ONNIS

Da marzo obbligo di andare a Macchiareddu, dove il servizio è considerato caro

VILLACIDRO. Nell’emergenza regionale di un recente passato aveva accolto i rifiuti di mezza Sardegna, adesso la discarica controllata del consorzio industriale di Villacidro, dove conferiscono i 28 comuni del Medio Campidano e numerosissimi altri della provincia di Cagliari, è stata “scaricata” dalla Regione. Non deve più accogliere il secco differenziato, che sarà dal primo marzo dirottato invece al termovalorizzatore del Cacip a Macchiareddu nell’impianto di smaltimento di Macchiareddu. L’imposizione è del Servizio tutela dell’atmosfera e territorio dell’assessorato regionale dell’Ambiente: il direttore Roberto Pisu ha inviato una nota ai sindaci dei comuni conferitori della discarica di Cannamenda del Civ, alla presidenza del Consorzio, alla Provincia e al gestore dell’impianto della discarica consortile «Villaservice», comunicando che il secco differenziato made in Campidano deve prendere la strada di Macchiareddu. Immediata la reazione, dura e motivata, dei destinatari del provvedimento, che attaccano duramente l’assessorato regionale dell’Ambiente e preannunciano un ricorso urgente al Tar. «Un’imposizione calata dall’alto, senza interpellarci e senza ragioni», è il coro unanime che si alza dall’esercito di amministratori locali. «E’ una punizione per un territorio virtuoso, uno tra i primi in Italia per raccolta differenziata», accusa la Provincia.
 La nota firmata dal responsabile del servizio dell’assessorato Ambiente appare senza possibilità d’appello. «L’incremento dello smaltimento dei rifiuti tramite termovalirizzatore - è detto nella comunicazione ai sindaci - consente di ottemperare a quanto previsto dal programma di riduzione dei rifiuti biodegradabili in discarica». Quindi, tutto il secco deve anadare al termovalorizzatore di Macchiareddu. Categorica l’imposizione al Consorzio industriale di Villacidro di non accogliere nella sua discarica di Cannamenda, fiore tecnologico all’occhiello del Civ, il secco prodotto nei paesi conferitori del Medio Campidano e della provincia di Cagliari. In caso di inottemperanza, dovrà rispondere di gestione non autorizzata di rifiuti. A meno che non si fermi il termovalorizzatore del Cacip. Insomma, a dirla in breve, l’impianto di smaltimento di Villacidro dovrà fare il tappabuchi di quello di Macchiareddu.
 La prima conseguenza, che è anche quella che ha spinto i sindaci ad andare subito in trincea, sarà che la tassa di raccolta dei rifiuti, causa trasporto a Macchiareddu, aumenterà di circa il 40 per cento e per i cittadini sarà una brutta mazzata. C’è da considerare inoltre che il Cacip farà pagare 25 euro a tonnellata, prezzo maggiorato rispetto a quello pagato alla Villaservice.
 Domani mattina si terrà proprio nei locali della società di gestione della discarica villacidrese una riunione di sindaci, amministrazione provinciale e Consorzio industriale della Provincia Provincia e dirigenti del Consorzio industriale per decidere una dura opposizione al provvedimento della Regione.

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