Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Centro per la differenziata

10/02/2011

autore: FRANCESCO BELLU

Sorgerà a Bottidda con 88mila euro

BOTTIDDA. C’è voluta una variazione urbanistica approvata pochi giorni fa in consiglio comunale, ma ora anche Bottidda avrà un suo centro di raccolta differenziata. Sorgerà alla periferia del paese, vicino al depuratore e smaltirà i rifiuti non pericolosi domestici di classe “A”, in poche parole: plastica, carta, cartone, vetro, lattine e “frazione verde” (rami e sfalci di potatura) che verranno conferiti in appositi contenitori in acciaio. A intervalli regolari i contenitori verranno svuotati e gestiranno un’utenza di oltre 700 unità. La struttura verrà realizzata con un finanziamento della Regione sugli interventi di miglioramento e rafforzamento del sistema regionale di raccolta differenziata per un importo complessivo di 88mila euro. Ottantamila euro arrivano dall’assessorato regionale all’Ambiente, mentre 8mila sono messi a disposizione dall’amministrazione comunale di Bottidda. A monte c’è stato un lungo lavoro sia per procedere alla richiesta dei fondi pubblici, sia per poter individuare l’area adatta per la costruzione del centro che doveva essere facilmente accessibile e non troppo lontano dal centro abitato, anche per scoraggiare l’attività di chi ancora oggi si ostina a distruggere il territorio lasciando rifiuti di ogni genere sulle piazzole di sosta o a bordo strada in aperta campagna.
 Il sindaco Gavino Garau ci tiene molto a precisare come la costruzione del centro di raccolta dei rifiuti «possa incrementare la raccolta differenziata, che già viene svolta in paese, e allo stesso tempo possa aumentare il senso civico per il rispetto ambientale». Insomma, con il centro ecologico, il sistema integrato di raccolta porta a porta, attivo, con successo, da tempo, verrebbe potenziato e reso ancora più a misura di cittadino con la possibilità di gestire la raccolta differenziata senza dover più seguire giorni e date stabilite in base a un calendario bloccato. In questo modo il Comune segue la strada fissata dalle normative nazionali ed europee basate sul concetto del “rifiuto da valorizzare” come risorsa, per arrivare a una politica ambientale sostenibile.

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