OROSEI .Dal 15 gennaio i rifiuti solidi urbani di Orosei vengono smaltiti presso l'inceneritore di Tossilo a Macomer. Lo ha deliberato il consiglio comunale nella seduta di venerdì scorso. E la conseguenza del decreto Ronchi che regolamenta lo smaltimento dei rifiuti e che impone precisi oneri alle amministrazioni comunali. Una legge auspicata ed attesa da tempo ma che ha colto molti Comuni impreparati e che comporterà per il contribuente un conto salato. Conferire i rifiuti a Macomer costa esattamente 108 lire a chilogrammo, moltiplicato per 3mila tonnellate fa pressapoco 350 milioni di lire che i cittadini di Orosei dovranno pagare di tasca. In più va calcolato il costo aggiuntivo del trasporto, un altro centinaio di milioni di lire. L'unica maniera per abbattere queste spese, come ha sottolineato la minoranza consiliare della Lista per Orosei per voce del capogruppo Giovanni Saba, va ricercata nella raccolta differenziata. «La nuova normativa sulle discariche lascia alle amministrazioni pochi margini di intervento _ ha detto il consigliere pidiessino all'inizio del suo intervento _ ma i ritardi di questa amministrazione sono in ogni modo evidenti. La popolazione andava educata alla raccolta differenziata già da tempo, perchè solo in questo modo è possibile abbattere il quantitativo di rifiuti da conferire all'inceneritore di Macomer e quindi contenere il costo aggiuntivo per il servizio a carico del contribuente. Un esempio _ ha specificato Saba _ valga per tutti: esistono da tempo in commercio dei contenitori ad uso familiare per i rifiuti biodegradabili che consentono di convertire tutti gli scarti organici in humus. Il loro costo è piuttosto basso e se questa pratica fosse propagandata e finanziata dall'amministrazione comunale permetterebbe un abbattimento di almeno il 30% del peso della spazzatura conferita all'inceneritore». Ma l'applicazione del decreto Ronchi rischia di creare altri disagi alla comunità oroseina: venendo a mancare la «comoda» discarica di Gargannari non c'è più nessun posto dove sbarazzarsi di inerti e di residui ferrosi (materiali non conferibili a Tossilo) e, come ha sottolineato il consigliere di minoranza Gesuino Cherchi parlando per esperienza personale, anche i piccoli artigiani del legno non hanno più un luogo dove disfarsi degli scarti di falegnameria. Il sindaco Nino Canzano ha assicurato che l'amministrazione si è già attivata presso la Regione per avere le necessarie autorizzazioni per delimitare una zona per il conferimento temporaneo di questi materiali.