Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Dal centro di riciclo di Vedelago un esempio per tutta la Sardegna

25/01/2011

autore: TITO GIUSEPPE TOLA

Le proposte di Carla Poli sui rifiuti

MACOMER.Al convegno di Macomer sui rifiuti c’era anche Carla Poli, imprenditrice del settore del riciclo e dirigente del centro di riciclo di Vedelago. Carla Poli sostiene il progetto che il comitato “Non bruciamoci il futuro”, presente al convegno durante il quale ha distribuito un volantino contestando l’organizzazione dell’incontro, vorrebbe realizzare a Macomer al posto del nuovo inceneritore. Anche Carla Poli è nettamente contraria agli inceneritori, soprattutto perché servono solo «per ridurre il materiale bruciato al 35 per cento del volume iniziale» e poi perché «bruciamo materia prima». Per l’imprenditrice veneta il termine «rifiuto» inteso come qualcosa di ripugnante e da distruggere col fuoco o far sparire in discarica, deve essere abbandonato. «Non esistono i rifiuti - afferma -, esistono invece materiale post-consumo che può essere recuperato e riutilizzato perché è ricchezza».
 Ma si può realizzare e può funzionare a Macomer un impianto come quello di Vedelago, che dovrebbe trattare i rifiuti della provincia di Nuoro, dell’Ogliastra e di parte della provincia di Oristano? Con una raccolta come quella fatta nel Trevigiano forse sì, ma allo stato delle cose sarebbe flop. Nel bacino di conferimento che fa capo all’impianto di Tossilo la raccolta differenziata è ben lontana dai livelli di eccellenza raggiunti nel nord-est dell’Italia. Per Carla Poli, però, l’obiettivo è raggiungibile se si cambia mentalità. «Bruciare materie prime - dice -, è una concezione superata. Quello che tutti chiamano “rifiuti” può essere trattato e riciclato. All’estero trattano e riciclano anche i rifiuti ospedalieri. Da voi, ma anche in molte altre parti d’Italia, si è fermi a concezioni vecchie. A questo convegno portano dati del 2007, ma nel frattempo è crollata un’economia e tutto è cambiato. Bisogna quindi attivarsi per camiare, ma bisogna farlo veramente perché l’Unione europea incentiva i progetti solo dopo che si fanno le cose. È superato anche il modo di vedere di Legambiente, che fa la campagna “Puliamo il Momndo”. Noi siamo per non sporcare perché riutilizziamo tutto. Bruciare è follia. La sostenibilità sta nel chiudere il ciclo dei rifiuti. Noi lo facciamo. È possibile farlo anche qui e dovunque».
 Nel ciclo dei rifiuti finiscono soprattutto imballaggi, che comprendono il tubo del dentifricio e quello della maionese. Tolto l’umido, che si tratta altrove, a Vedelago recuperano tutto. Carta e cartone si vendono alle cartiere, vetro alla vetreria, plastica all’industria, acciaio e alluminio alle fonderie, la frazione secca trasformata in granulato all’industria, gli ingombranti separati alle industrie che li utilizzano. C’è un residuo del tre per cento. «Lo metto in un deposito - dice la signora Poli - in attesa di un’idea per utilizzarlo. Bruciarlo è da fessi. Voi fate raccolta, non riciclo».

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