Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Tonnellate di rifiuti nelle strade

21/01/2011

autore: ANTONIO BASSU

Discariche abusive, i dati della raccolta di «Sardegna fatti bella»

NUORO. Il problema dei rifiuti a cielo aperto nelle periferi della città, nelle cunette e piazzole delle strade comunali e consorziali è diventato, anno dopo anno, serio e costoso. Tanto che il comune, senza l’aiuto della Regione, che finanzia com “Sardegna fatti bella” i servizi di raccolta e di conferimento nelle discariche, non è assolutamente in grado di garantire, ogni anno, la pulizia dei vari siti. Tra i più frequentati dagli utenti abusivi quelli di “Sa tanca’e s’ena”, “Sa toba”, “Tuccurutai”, “Predas Arbas”, strada per Lollove, “Ghiroleo”, le numerose piazzole della strada consorziale Nuoro-Su Grumene, indiscutibilmente la più scandalosa sotto il profilo dei depositi di rifiuti di ogni genere. Dai rottami delle auto, ai materiali ferrosi, alle suppellettili e alla cassette in legno e in plastica, insieme ad altri contenitori di quest’ultimo materiale, in vetro, materassi, barattolame, stracci e vecchi abiti, fili elettrici, pneumatici, avanzi di cantiere, filtri dell’olio, e chi più ne ha più metta. Davvero ce n’è per tutti gusti. In qualche occasione anche carcasse di animali domestici e non.
 Ogni anno, mediamente, come è stato registrato per il 2010, vengono raccolti nelle discariche periferiche abusive a cielo aperto, oltre 31.000 kg di rifiuti ingombranti; 41.000 di rifiuti non differenziati; 57.000 ferrosi; 6.000 di legno; 24.000 kg di pneumatici; 2.500 apparecchiature elettroniche; 150 batterie di auto; 50 frigoriferi e 31 lavatrici; 14.000 kg miscele bituminose; 140 kg di filtri d’olio per auto pari a 100 pezzi; 60 carcasse di autoveicoli per un totale di 40.000 chili.
 Si tratta di un mare di rifiuti che costringe un paio di squadre, ingaggiate dal comune per chiamata dagli elenchi dell’ufficio per l’occupazione a lavorare per alcuni mesi.
 L’assessore all’ambiente Luca Lapia è costretto a constatare ogni anno il ripetersi del grave fenomeno, nonostante gli inviti rivolti alla popolazione a collaborare con la società Nuoro Ambiente, che quotidianamente cura il servizio di raccolta diffenziata porta a porta nell’area urbana. «A nulla sono valsi gli appelli, le sanzioni, la possibile installazione di videocamere o i controlli effettuati dalla polizia municipale, insieme alle unità a cavallo. Lo sconcio si ripetono puntualmente, rendendo vano ogni nostro sforzo - afferma sconsolato il giovane assessore all’ambiente -. Attualmente abbiamo in animo di organizzare dei corsi di formazione per la costituzione di un Corpo di vigilanza ambientale, costituito da “ecovigili”, ispettori di polizia ambientale, con la collaborazione di unità della pubblica sicurezza, per vedere di sorprendere gli abusi e denunciarli all’autorità giudiziaria, insieme alla contestazione di verbali che prevedano pesanti sanzioni amministrative. Non possiamo fare di più. Ai nuoresi e agli utenti indisciplinati in generale, chiediamo maggiore sensibilità, rispetto e collaborazione non solo per la natura e l’ambiente in generale, ma anche per la città e per loro stessi».

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