Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
«Ponti pizzinnu» è una discarica
19/01/2011
autore: GIANNI BAZZONI
Rifiuti e degrado dentro il fiume e sulla struttura monumentale
SASSARI. Rifiuti e degrado a Ponti pizzinnu, in uno dei luoghi più interessanti del territorio sotto il profilo naturalistico e archeologico, tra i comuni di Sassari e Porto Torres. La situazione più critica nell’alveo dei rio d’Ottava riempito di sacchetti di plastica azzurri, gran parte dei quali conterrebbero residui di fertilizzati. Scaricata anche una pecora morta.
Proprio la confluenza del rio d’Ottava con il rio Mannu segna il confine amministrativo tra i due comuni che spesso sono intervenuti per bonificare e risanare un territorio che, però, continua a essere preso di mira da scaricatori abusivi. I percorsi sono segnati da gettiti di materiali diversi, una attività di inquinamento che avviene ormai con cadenza quotidiana e prosegue incontrastata. Le conseguenze per l’ambiente sono molto gravi. «E’ una battaglia difficile - commenta l’assessore al Patrimonio archeologico di Porto Torres Francesco Porcu - ma non ci arrendiamo».
Lo spettacolo è di quelli che non si vorrebbero mai vedere, specie in luoghi considerati miniere preziose del patrimonio monumentale. Le spalle del ponte (di probabile epoca romana) sono in gran parte crollate e l’alveo del rio d’Ottava che scorre sotto è stato colmato con bustoni di plastica di colore azzurro. Da qualche giorno galleggia anche la carcassa di una pecora morta. Lo scempio ambientale è di proporzioni rilevanti e le bonifiche saltuarie non hanno prodotto risultati apprezzabili. Anche perchè poche ore dopo i «guastatori» hanno continuato a sfregiare il territorio e a causare danni incredibili. Purtroppo l’imbecillità delle persone non ha confini: per scaricare i rifiuti dentro il fiume, infatti, c’è chi arriva a salire sul ponticello con i mezzi (sicuramente dei camion) e la sollecitazione ha provocato già la caduta di alcuni conci che sono finiti su quel che rimane del letto del corso d’acqua. E basta uno sguardo - neppure troppo esperto - per capire che tutta la struttura del ponte è ora in pericolo.
Da qualche giorno Giuseppe Piras, studioso, ex ispettore onorario della Soprintendenza, ha scattato foto e lanciato una campagna su Facebook per sensibilizzare le istituzioni competenti (non solo le amministrazioni comunali, che fanno quel che possono, ma anche la Soprintendenza) affinchè promuovano una decisa azione di tutela del ponte e del corso d’acqua ma, in fondo, dell’intera zona di Ponti pizzinnu.
Lo scempio, purtroppo, prosegue anche più avanti. Superato il secondo ponte, seguendo una stradina di penetrazione agraria che poi sbuca sulla camionale, nella sponda sinistra del rio Mannu sono stati collocati dei tralicci dell’alta tensione. Due di questi (su un leggero cucuzzolo che domina la sponda del Mannu) risultano proprio sopra dei lacerti di mura d’età romana con evidente dispersione di materiale ceramico tutt’intorno. E’ regolare l’autorizzazione per quei tralicci così invasivi in un punto delicato e bisognoso di tutela?
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