Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Cambio di rotta per i fumi

16/01/2011

Faranno scalo a Torregrande le navi con gli scarti d’acciaieria diretti alla Portovesme srl
Insorgono gli ambientalisti: vogliamo vederci chiaro

ORISTANO. «Vogliamo vederci chiaro». Associazioni ambientaliste e dei consumatori di Oristano hanno accolto con qualche perplessità la notizia del cambio di rotta, con destinazione le banchine di Torregrande, delle navi cariche di materie prime destinate alla Portovesme srl. A scendere in campo, sono la sezione oristanese diel Gruppo di Intervento Giuridico e l’Adicomnsum.
 I rispettivi responsabili provinciali delle associazioni, Giancarlo Fantoni e Giorgio Vargiu annunciano infatti una serie di iniziative «per capire meglio la questione». Tanti i punti da decifrare, ad esempio, come spiega Fantoni «c’è da chiarire quali materiali arriveranno ad Oristano e soprattutto, se si tratta di inquinanti o meno. D’accordo con un utilizzo migliore del nostro porto industriale, ma abbiamo diritto di sapere cosa arriverà sulla nostra costa».
 C’è poi l’aspetto legato all’ulteriore traffico di mezzi pesanti che si riverserebbe sulla Carlo Felice. Dice infatti Giorgio Vargiu: «L’arteria è già intasata dal traffico pesante, non vorremmo che con i grossi tir che dovramnno trasportare da Oristano a Porto Vesme questi materiali ci fossero uletriori disagi per gli utenti». Così già due associazioni annunciano se non battaglia comunque la volontà di capire cosa si prepari per il porto di Oristano con l’arrivo delle grandi navi cariche di minerali, che invece, potevano arrivare magari agli scali più vicini di Cagliari o addirittura, a Porto Vesme. Una scelta che nascerebbe dalle difficoltà di far attraccare, senza impedimenti o ritardi, nel porto industriale del Sulcis le navi noleggiate dalla fabbrica di zinco e che avrebbero convinto l’amministratore delegato della Portovesme Srl, Carlo Lolliri, a utilizzare il servizio delle banchine di Oristano dove è possibile far attraccare navi da 20-30 mila tonnellate, ignorando sia lo scalo di Cagliari che quello ben più vicino di Portovesme».
 A fa maturare la scelta del porto di Oristano ci sarebbe stato il rifiuto delle società che gestiscono la movimentazione delle merci a concedere una banchina autonoma per la Portovesme srl, ma anche un risparmio nei costi con l’utilizzo dello scalo di Oristano. Nel bacino di Portovesme possono entrare navi con stazza dell’ordine di 12 mila tonnellate il cui costo di noleggio viene costantemente incrementato dalle controstallie (risarcimenti economici agli armatori per le soste in rada delle navi oltre il tempo prefissato).
 Insomma, una vicenda che potrebbe paradossalmente rivelarsi in realtà un vantaggio del porto di Oristano ma ambientalistie consumatori non sono diposti, evidentemente, a sottoscrivere “cambiali in bianco”. E che è tutta da capire.

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