Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Rifiuti a Cannas, (di)scaricabarile

11/01/2011

autore: ANDREA SCANO

Il Comune chiama in causa Area che ribalta su Abbanoa. Acqua a rischio inquinamento
Montagna di detriti accanto i pozzi ma nessuno interviene

CARBONIA.  Gli enti si rimpallano le responsabilità e la discarica abusiva di Cannas di Sopra cresce a vista d'occhio. Rifiuti di ogni tipo si accumulano nell'area attorno ad ai pozzi dai quali Abbanoa preleva una parte dell'acqua potabile destinata alla città. Un immondezzaio a cielo aperto che avrebbe dovuto essere bonificato da un pezzo, un sito da porre in cima alla lista degli interventi e che, invece, diventa sempre più grande. Succede perché mentre i soliti incivili di settimana in settimana stanno continuando a scaricare di tutto, gli enti pubblici proprietari dei terreni si rimbalzano le competenze senza peraltro capire con esattezza a chi tocchi fare piazza pulita.
IL RIMPALLO Da una parte il Comune sollecita l'intervento dell'Azienda edilizia abitativa sostenendo che alcune frazioni dell'area appartengano ad essa. Area, a sua volta, chiede tempo per verificare e rimanda la palla ad Abbanoa, società idrica cui apparterrebbe un'altra porzione come pertinenza dell'impianto. Risultato? In questo gioco allo scaricabarile, la discarica diventa di giorno in giorno più vasta. C'è di tutto, in particolare diversi cumuli di macerie, poi ferraglia, pneumatici, ogni tipo di derivato della plastica, batterie e pezzi di automobili, materassi, sanitari da bagno. Un immondezzaio di un migliaio di metri quadrati che rappresenta una bomba ecologica per cento motivi.
I POZZI Uno in particolare: nelle profondità del sottosuolo, proprio sotto l'impianto di Abbanoa, c'è un lago sotterraneo da cui viene attinta una parte dell'acqua destinata alla città. Un lago che rischia di essere inquinato dalle sostanze tossiche dei rifiuti che filtrano dalla discarica. Ebbene, altre discariche abusive nel territorio comunale sono state bonificate, questa proprio non si tocca: «Sappiamo che parte dei terreni appartengono ad altri enti come Area e Abbanoa - afferma l'assessore all'Ambiente Giuseppe Casti - se non interverranno scatteranno le ordinanze dato che ciascuno deve fare il proprio dovere».
LE COMPETENZE Area, però, frena: «Non è detto che i terreni siano anche nostri - fa sapere il direttore di Distretto Stefano Usai - servono verifiche perché quello è un impianto di Abbanoa». Ma dalla società idrica puntualizzano: «Ci appartiene solo una sottile striscia di terra immediatamente vicina all'impianto, il resto non è nostro». Insomma, ora è mistero anche sulla proprietà delle aree. Intanto la discarica cresce.

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