Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
L'Area protetta divide i cacciatori
10/01/2011
autore: ANDREA PIRAS
Capoterra. Assemblea pubblica in attesa del voto d'adesione in Consiglio comunale
Gutturu Mannu, 360 ettari di territorio diventeranno parco
Manca soltanto una delibera, la decisione ultima del Consiglio comunale e poi anche Capoterra entrerà a far parte dell'istituenda Area protetta delle foreste di Gutturu Mannu. Esattamente come hanno già fatto Pula, Santadi, Assemini, Sarroch, Villa San Pietro, Uta e Siliqua, gli altri sette paesi che con il sì sancito dalle rispettive Assemblee civiche hanno concesso all'oasi ambientale una parte del loro territorio.
IN AULA Sabato sera è stata la commissione consiliare “Urbanistica e ambiente”, presieduta da Dino Boero, a raccontare in aula, durante un incontro pubblico, i contenuti del progetto di riassetto territoriale propedeutico all'adesione al parco di cui faranno parte insieme all'Ente foreste e alla Provincia di Cagliari, come stabilito recentemente dalla Regione che con i Por per le Aree protette della Sardegna ha già finanziato ventuno milioni di euro. Capoterra potrà spenderne circa un milione e 800 per la valorizzazione del compendio e creare occupazione. «Con questi fondi - spiega il sindaco Giorgio Marongiu - si potrà avviare un cantiere di scavo e un cantiere archeologico per lo studio, il recupero e valorizzazione del sito nuragico di Bidd'e Mores, così da creare vere opportunità per escursioni e visite guidate». È su questa zona di circa 90 ettari, al confine con Sarroch e Monte Nieddu che i capoterresi chiamano Maurreddu , oggi aperta alla libera caccia, che il Comune di Capoterra ha fatto una precisa scelta: metterla a disposizione del parco per via del grande interesse e valore ambientale e naturalistico ma anche per la presenza dei vincoli archeologici. Sottraendola, di fatto, all'utilizzo delle due compagnie di caccia grossa che vi operano da ormai molti anni. E che naturalmente non hanno visto di buon occhio la decisione del Comune. Per questo dal pubblico si sono alzate, decise, le voci di alcuni esponenti delle due squadre che “gestiscono” l'attività di caccia grossa a Maurreddu.
L'ESTENSIONE Novanta ettari dove le doppiette dovranno inevitabilmente restare mute, mentre i cacciatori, dal riordino territoriale, potranno usufruire, anche quando l'Area marina sarà ufficialmente istituita, i 900 ettari dell'autogestita di Is Scillaras, già oggi aperta ai seguaci di Diana. «Qui la caccia potrà essere esercitata non più in forma elitaria come avvenuto in passato ma aperta alle compagnie e ai singoli appassionati», ricorda Giorgio Marongiu.
I CONFINI Trecento sessanta ettari, insomma, dei quali 260 già oggi vincolati (fanno parte della cosiddetta “zona 23” tutelata dall'Ente foreste) e gli altri 90 e passa di Bidd'e Mores, sono la fetta di territorio con cui Capoterra aderisce al parco delle foreste del Gutturu Mannu.
IL PRESIDENTE «Non è stato un lavoro facile e forse non abbiamo accontentato tutti, ma era indispensabile decidere per non restare fuori dal parco. Anche perché se avessimo deciso di non aderire, a differenza degli altri sette paesi, l'Area protetta sarebbe comunque andata avanti e noi saremmo stati tagliati fuori da ogni beneficio», avverte il presidente della commissione consiliare all'Ambiente e urbanistica, Dino Boero.
Per il vicepresidente Bruno Pillitu, già responsabile dell'associazione venatoria di Capoterra “Cassa”, «di meglio non si poteva fare. È vero che due squadre non avranno più accesso alle loro storiche zone di caccia di Bid'e Mores, ma mi chiedo se non sia meglio rinunciare a novanta ettari per guadagnarne novecento, la reale estensione che fa capo all'ex autogestita e che già da ora i cacciatori stanno utilizzando».
IL DOCUMENTO Insomma, il compito della commissione è di fatto concluso. Un lavoro complesso e delicato che i consiglieri comunali di maggioranza e opposizione Dino Boero, Bruno Pillitu, Tore Littarru, Gianfranco Littarru, Salvatore Volpi, Gianluca Baire e Gigi Frau hanno iniziato parecchi mesi fa per tracciare i confini di quella fetta di territorio da “consegnare” al progetto parco e condividere con Provincia e Ente foreste.
«Un'iniziativa che dovrà necessariamente tener conto della massiccia presenza di cacciatori nel nostro territorio ma anche del bisogno del resto della popolazione e di chi boschi e foreste vuole viverle diversamente, magari sfruttandoli anche per trovare un posto di lavoro», spiega il sindaco. Per Giorgio Marongiu «stiamo consegnando al nostro futuro un patrimonio naturale immenso, a cominciare dalla leccetta più importante e vasta d'Europa. Un paradiso che vorrei ricordare, senza polemiche ma per giustizia nei confronti di chi, proprio in questi giorni, è tacciato di comportamenti criminali, mi riferisco agli uccellatori che fino al 1975 operavano autorizzati dalla Regione con tanto di tesserino venatorio, è stato preservato e sottratto al fenomeno, questo sì veramente criminale, degli incendiari che invece agiscono in altre zone dell'Isola».Chiavi di questa notizia: Aree protette