Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Marcegaglia lascia? E’ scontro
07/01/2011
autore: SERENA LULLIA
Il sindaco Comiti vola a Roma: con Mita resort contro il governo
LA MADDALENA. Le stelle dell’hotel Porto Arsenale restano spente. Deserte le banchine per maxi yacht. L’edificio simbolo della riconversione è solo l’ombra del polo turistico d’elite promesso. L’albergo di Mita Resort non riaprirà a Pasqua. A rischio anche l’estate. E mentre il gruppo Marcegaglia sceglie l’azione legale per scuotere il governo, il sindaco Angelo Comiti vola a Roma.
Lunedì il primo cittadino incontrerà il commissario della Protezione Civile, Franco Gabrielli. Si parlerà di Mita e degli impegni disattesi dal governo. Un tema ancora più delicato dopo la decisione del gruppo Marcegaglia di andare alla guerra legale contro la Presidenza del consiglio dei ministri. Una azione forte per chiedere il rispetto degli accordi della concessione dell’area di Moneta. «La Mita ha le carte in regola per richiamare alle sue responsabilità il governo - dichiara il sindaco Comiti -. Non vogliamo guardare il tempo che passa senza che nulla succeda. Ci sono impegni precisi. Questo grande gruppo non riesce a fare investimenti perché il governo non ha risolto alcune fondamentali questioni. Come il completamento delle bonifiche nella parte finale di Cala Camicia che doveva cominciare a ottobre». Comiti non nasconde la preoccupazione per la stagione estiva del Porto Arsenale a rischio. «Si teme che l’hotel non apra nemmeno a giugno - aggiunge il primo cittadino -. Lunedì incontrerò il responsabile della Protezione Civile per dare un input positivo e propositivo a questa vicenda. C’è una città in mezzo al guado. Gli investimenti fatti non hanno prodotto un posto di lavoro. Mi auguro che Mita non abbandoni l’ex arsenale. È un grande gruppo, con le potenzialità per realizzare gli investimenti per cui si è impegnata». La denuncia della Mita non stupisce il deputato del pd Giulio Calvisi. «È la conferma delle previsioni pessimistiche - dice -. Il progetto di riconversione della Maddalena e il tentativo di farne la Davos del Mediterraneo dovevano essere supportati dalla politica, regionale e nazionale. La Mita ha avuto a prezzi di favore l’arsenale. Ma se non c’è un progetto dietro che punta davvero sull’isola non se ne fa nulla. Se in questa vicenda l’interesse di Prodi e Soru era 100, qui siamo sotto zero. Perfino il centro destra regionale ha detto al governatore Cappellacci di non occuparsi più della Maddalena perché ha già avuto tanto in passato». Anche il segretario nazionale dell’Upc, Antonio Satta, punta il dito contro il governo. «La denuncia della Mita a Palazzo Chigi dimostra l’assoluto dilettantismo con cui è stata gestita la vicenda e il totale disinteresse per la Sardegna». Breve ma al veleno il commento di Pierfranco Zanchetta, ex assessore provinciale oggi consigliere comunale. «Non mi sorprende che chi ha avuto tanti favori dallo Stato e dalla Protezione civile se la prenda con il governo - commenta -. Se la Mita volesse potrebbe farle da sola le bonifiche. Avevo già annunciato questo triste epilogo». Individua anche una responsabilità del Comune il capogruppo comunale di opposizione Claudio Tollis, pdl. «Finalmente Mita rompe il silenzio - commenta -. Se nel contratto stipulato con lo Stato ci sono impegni che il governo disattende è giusto che usi anche l’azione legale per chiederne il rispetto. Ma ci sono responsabilità anche a livello comunale, da parte di chi, come il sindaco, ha avuto troppa fiducia nelle promesse e fino a un mese fa diceva che tutto andava bene. Servono azioni forti per smuovere la situazione. Non basta una letterina di protesta. Il nodo di questo paese passa dall’ex arsenale. Se non si scioglie non si va da nessuna parte».
Chiavi di questa notizia: Maddalena