Rassegna Stampa
Testata: Terra

Prime inquietanti luci sulla sindrome di Quirra

06/01/2011

autore: Diego Carmignani

IL CASO. Le analisi delle Asl confermerebbero ciò che ambientalisti e attivisti denunciano da anni: intorno al poligono militare sardo altissime percentuali di leucemie e animali deformati.
Non c’è da preoccuparsi, secondo Bruno Pilia, presidente della Provincia dell’Ogliastra. Lui, oltre che politico, è anche medico, primario di radiologia all’ospedale di Lanusei, e non ha riscontrato un’incidenza sopra la norma di leucemie e linfomi rispetto al resto del territorio. Così, bandendo ogni allarmismo, si è comunque pronunciato ieri, all’indomani della raggelante anteprima delle analisi condotte dalle Asl sarde in tutti gli allevamenti di bestiame dell’area attorno alla base militare del poligono di Quirra, sulle coste sud orientali della Sardegna. Il 65 per cento degli allevatori, secondo i primi risultati diffusi, risulterebbero ammalati di leucemia e in molti degli agnelli osservati si sarebbero riscontrate gravi deformità sin dalla nascita.
 
I riscontri, totalmente fuori dalla norma, dovranno essere completati prossimamente con i rilievi effettuati nelle campagne di Perdasdefogu, mentre ulteriori sondaggi saranno compiuti in laboratorio su capi di ovini e bovini, nonché su campioni di flora prelevata. I classici “allarmismi ingiustificati” non sembrano proprio di casa, visto quanto i preoccupanti dati siano aderenti alle costanti e decennali allerte di pacifisti e associazioni, su tutte gli attivisti antibellici di “Gettiamo le basi”, che hanno fatto richieste su richieste alle autorità, addebitando gli innumerevoli casi di tumore e altre malattie (colpiti 23 militari e 40 persone fra civili e pastori) alle attività che si svolge nei poligoni militari, con l’uso anche, secondo gli stessi, di proiettili arricchiti con uranio impoverito, ipotesi però sempre smentita dal Ministero della Difesa. Se il Governo ha mentito o sottovalutato queste pratiche, si saprà solo a marzo, quando il Comitato scientifico responsabile del monitoraggio ambientale in atto, trasmetterà i dati raccolti al Ministero a cui spetterà poi il compito di renderli ufficiali.
 
Altra voce che si è sempre battuta per la verità circa quella che è ormai nota come “Sindrome di Quirra”  proviene dalla Sni, ovvero Sardigna Natzione Indipendentzia. Il coordinatore del movimento, Bustianu Cumpostu, ha commentato così le inquietanti anticipazioni della Asl «La verità è scomoda ma non si può più nascondere: la Sardegna è la Mururoa italiana. Lo stato italiano, come quello francese nell’atollo della Polinesia, con le guerre simulate, sperimenta in Sardegna armi ed esplosivi che uccidono anche indirettamente. Quasi una strage: tra i pastori che stanziano a Quirra, gli abitanti dei paesi vicini e i militari che lavorano nel Poligono». Una lunga striscia di morte, se fossero trovate ulteriori conferme, partita nel 1956 ed estesa sulla superficie di circa 12.000 ettari in cui è compreso il poligono a terra e lungo i 50 chilometri di spiaggia dove si trova il poligono a mare.
 
L’area è l’unica del genere in Italia e provvede, oltre alla sperimentazione di missili e razzi, all’addestramento del personale delle Forze armate e alle esigenze di molti enti scientifici nazionali e stranieri che ne usufruiscono per le loro ricerche. Ma troppo spesso, in ambito bellico, qualche arma impropria può sfuggire di mano. E di norma l’insabbiamento è il passo successivo.


Chiavi di questa notizia: Inquinamento