Rassegna Stampa
Testata: L'Unita

Sardegna avvelenata dalle basi militari. Il Pd al governo «Spiegate in Aula»

06/01/2011

autore: PAOLA MEDDE

Il 65% dei pastori che lavora attorno a Quirra malato di tumori
Lo studio delle Asl: gravissime malformazioni anche degli agnelli

Leucemie, linfomi, malformazioni: negli ultimi 10 anni il 65% dei pastori che ha lavorato nell’area del Poligono di Quirra si è ammalato. In Sardegna le basi militari si estendono lungo 35mila ettari di territorio.
Il sessantacinque per cento dei pastori che vivono e lavorano intorno al poligono militare di Quirra, nella costa sudorientale della Sardegna, si è ammalato di leucemia o linfomi negli ultimi dieci anni. Non solo: nello stesso periodo si è registrata tra gli ovini un'anomala incidenza di agnelli nati con gravissime malformazioni. Sono i primi inquietanti risultati che emergono dallo studio effettuato dai veterinari delle Asl di Lanusei e Cagliari su incarico del Comitato di indirizzo territoriale che segue il controllo ambientale del poligono. Lo studio, atteso da almeno dieci anni, certifica e ammette quello che già in troppi in Sardegna sanno: in prossimità delle basi militari dell'isola – non solo il Salto di Quirra, ma anche Teulada e Capo Frasca – l'incidenza dei tumori del sistema emolinfatico e le malformazioni di uomini e animali sono vertiginosamente superiori alla media. La Sardegna ospita da sola oltre il 60 per cento delle basi presenti sul territorio italiano, che significano 35mila ettari divorati dalle servitù militari, sottratti al pascolo, all'agricoltura e alla pesca e contaminati di sostanze su cui non è mai stata fatta chiarezza. E' qui che gli eserciti e le ditte civili vengono a combattere guerre simulate e a sperimentare armi ed esplosivi. E' qui che Antonietta Gatti, docente del Policlinico universitario di Modena e consulente della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito, ha scoperto l'esistenza di nanoparticelle di metalli pesanti e di leghe che non esistono in natura, ma che sono presenti negli animali malformati. Unacorrelazione tra le nanoparticelle ed i tumori non è stata accertata, maè empiricamente provato che intorno alle basi si continua a morire in silenzio. Non esistono statistiche ufficiali: quella dei veterinari Asl sugli allevamenti di Quirra è la prima fotografia che porta il sigillo dell'istituzionalità: una fotografia agghiacciante, maancora parziale, che taglia fuori i militari e i civili ammalati o deceduti. Secondo il comitato “Gettiamo le basi”, associazione che da anni si batte per la chiusura dei poligoni sardi e la bonifica dei territori che li ospitano, il bilancio dei decessi per tumori, solo nella zona di Quirra, sarebbe di 23 militari e 40 civili. Ci sono poi Teulada e Capo Frasca, su cui ancora non si è indagato.
Si tratta di undrammastrisciante, silenzioso, denunciato a più riprese da pacifisti, ambientalisti e indipendentisti e su cui ora si inizia a fare luce. A reclamare un intervento istituzionale, di fronte agli eclatanti risultati dell'indagine veterinaria, sono stati in molti. Il Partito Democratico ha già annunciato il suo impegno: «Le indiscrezioni sullo studio delle Asl sarde su Quirra sono inquietanti e preoccupanti. Il governo deve una volta per tutte fare chiarezza» ha dichiarato il deputato del Pd Paolo Fadda, che presenterà un'interrogazione sul caso. Anche la collega Caterina Pes proporrà un intervento parlamentare in merito: «Chiederemospiegazioni al governo: è uno stillicidio che si consuma da anni ai danni dei sardi, che pagano da soliunpesantissimo pegno alle basi». Gli fa eco il consigliere regionale del Pd Chicco Porcu: «Non è accettabile che ancora oggi, a 20 anni dalla caduta del muro di Berlino, il 60 per cento delle servitù militari e l'80 per cento delle bombe esplose ricadano sul territorio della Sardegna». Porcu ha anche anticipato che, con tutto il centrosinistra, sarà propostauna mozionein consiglio regionale per comprendere la posizione del presidente Ugo Cappellacci.

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