Rassegna Stampa
Testata: Agi
BASI MILITARI: SINDROME QUIRRA, AMBIENTALISTI "COMPLETARE ANALISI
05/01/2011
autore: Rob
Cagliari, 5 gen. - Le indagini programmate nel territorio attorno al poligono interforze del Salto di Quirra, in Sardegna, vanno completate e "i tempi appaiono fin troppo lunghi". Lo sottolinea Stefano Deliperi, portavoce delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d'intervento giuridico, alla luce dei primi dati parziali di un'indagine svolte dai servizi veterinari delle Asl di Cagliari e Lanusei che ha rilevato un abnorme numero di malformazioni negli agnelli degli ovili vicini e di casi di leucemia e linfomi fra i pastori di Quirra.
"E' una conferma di quanto sostenuto piu' volte dalla ricercatrice Antonietta Morena Gatti, direttrice del laboratorio dei biomateriali dell'universita' di Modena e uno dei maggiori esperti in materia di nanopatologie", afferma Deliperi, a proposito della cosiddetta "sindrome di Quirra", a piu' riprese denunciata negli ultimi anni da medici del posto e comitati antimilitaristi come "Gettiamo le basi". "Particelle infinitesimamente piccole (le nanoparticelle) di materiali esplodenti e di metalli, quali il tungsteno, possono provocare tumori gravissimi e, forse, malformazioni. E' il caso di vederci chiaro, finalmente e una volta per tutte, con trasparenza e senza guardare in faccia nessuno". Gia' nel 2004 le due associazioni ecologiste avevano inoltrato richiesta di informazioni alla Regione e alla Asl 8 su casi di tumori e malformazioni segnalati nell'area di Quirra, vicino al poligono sperimentale e di addestramento interforze, nei comuni di Villaputzu ed Escalaplano (Cagliari).
Nel 2003 nell'area l'Asl di Cagliari aveva riscontrato l'assenza di contaminazione da uranio impoverito ma la presenza di quantita' elevate di metalli pesanti e, in particolare, di arsenico lungo il corso del Rio Corr'e Cerbu e anche nei campioni d'acqua prelevati. Sottolineando il rischio derivante dai metalli tossici per la catena alimentare, il presidio multizonale dell'Azienda sanitaria (Pmp) aveva considerato necessario completare le indagini ambientali per ricavare un quadro affidabile.
"Le indagini sanitarie ed epidemiologiche, nonche' i monitoraggi ambientali, devono essere continui, efficaci, trasparenti e pubblici", sostiene Deliperi, "soprattutto quando si riferiscono a 'dubbi' sanitari per la popolazione e ad aree di rilevante interesse ambientale".
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