Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

«La Mita resort non smobilita»

04/01/2011

autore: A. N.

La Maddalena, l’assessore Chicco Tirotto: solo voci messe in giro ad arte Nell’ex arsenale investimenti importanti, ma occorre varare la bonifica

LA MADDALENA. «La Mita? Non lascia». L’assessore alle attività produttive del Comune della Maddalena, Chicco Tirotto, interviene sulle voci di defaillance della Mita Resort dalla gestione quarantennale dell’ex arsenale: «Si tratta - dice - di voci messe in giro dalle stesse persone che fino a ieri tifavano palesemente contro questo investimento. Che non consiste soltanto nell’obbligazione di pagamento di una modestissima concessione annuale di 60mila euro, ma in quella più importante di 31 milioni di euro più Iva, oltre all’obbligo di realizzare importanti opere per svariati milioni di euro. Che si tratti di controprestazioni bilanciate o meno, se ne potrebbe discutere a lungo, ma non si può non prendere atto del fatto che sono state consacrate in una convenzione stipulata tra la presidenza del consiglio dei ministri ed il soggetto aggiudicatario al termine di una gara che ha superato anche il vaglio dei giudici amministrativi».
 Tirotto prende atto che «qualche consigliere di minoranza si è finalmente accorto della latitanza politica e amministrativa della Regione e del Governo in merito alla “questione” dell’ex arsenale e ai nodi regionali che bloccano lo sviluppo dell’isola». E cioè i fondi per il waterfront, il bando per l’affidamento dell’ex ospedale militare, le intese soriane e l’accordo di programma per l’area di crisi maddalenina (il cui iter è stato sospeso). «Pratiche - dice Tirotto - che muoverebbero investimenti per decine di milioni, con ricaduta infrastrutturale per il nostro territorio e lavorativa per le imprese locali e galluresi».
 Per Tirotto esiste certamente un problema, visto che le opere di bonifica dello specchio di mare antistante l’ex arsenale sono propedeutiche (in forza della convenzione) all’assegnazione definitiva del sito alla Mita e al pagamento da parte di quest’ultima dei canoni. «Ritardare, quindi, ulteriormente la bonifica - dice -comporterebbe per il soggetto concessionario l’impossibilità di programmare la prossima stagione turistica, con tutto il ventaglio di ricadute negative in termini di mancate assunzioni e mancate commesse per le imprese che dovrebbero eseguire i nuovi lavori all’interno del sito».
 A giudizio di Tirotto è un film già visto, se si pensa a quanto accaduto con il Club Mediterranee, forse il principale datore di lavoro alla Maddalena, il cui progetto di ristrutturazione giace nei polverosi cassetti della Regione. «Serve u’azione responsabile, da parte di tutte le forze politiche, di forcing sulla Regione per sbloccare le pratiche dalle quali dipende lo sviluppo economico del nostro territorio, non finti funerali o manifesti con notizie false sulla mancata assegnazione di fondi al Comune».

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