Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Gli ambientalisti alla carica
31/12/2010
Abusi nel Sinis
CABRAS. Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno inoltrato una richiesta di informazioni a carattere ambientale e di adozione di eventuali opportuni provvedimenti al Ministro per i beni e le attività culturali, al Comune di Cabras, all’Assessore regionale dell’Urbanistica, al Direttore del Servizio regionale tutela paesaggistica di Oristano, al Soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici di Cagliari e al Corpo forestale e di vigilanza ambientale riguardo a una dozzina di strutture edilizie in costruzione nel Sinis in prossimità delle strade che conducono alle spiagge di Is Aruttas e Mari Ermi.
È il nuovo episodio di un capitolo che va avanti da alcuni anni, da quando la procura aveva avviato un’inchiesta per presunti abusi edilizi. Le indagini hanno poi portato alla denuncia di diverse persone e proprio per questo motivo le associazioni hanno informato la procura oristanese del loro ultimo atto.
Atto che prende le mosse dal fatto che non è stato possibile rinvenire cartelli di inizio lavori, obbligatori per legge visto che contengono le indicazioni sulle autorizzazioni amministrative, analogamente alla relativa destinazione d’uso.
Ai responsabili delle associazioni tuttavia le strutture sembrano residenze stagionali e non al servizio dell’attività agricola. Le aree, ricoperte in buona parte da macchia mediterranea evoluta, sono tutelate con specifico vincolo paesaggistico.
La situazione nel Sinis rimane quindi critica. Le associazioni ambientaliste ricordano che a luglio l’attività di controllo della procura e del Corpo forestale aveva portato alla rilevazione di dodici abusi edilizi proprio nella penisola del Sinis, con quasi tutti i responsabili che hanno chiesto e ottenuto patteggiamento con la demolizione degli abusi realizzati.
Un altro caso all’esame della procura è quello della presunta lottizzazione abusiva di Sa Rocca Tunda, nella marina di San Vero Milis, posta sotto sequestro posta sotto sequestro preventivo.
Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno richiesto le opportune verifiche sulla legittimità delle opere in corso di realizzazione, nonché l’adozione dei necessari provvedimenti in base ai risultati degli accertamenti e auspicano rapidi accertamenti e provvedimenti delle amministrazioni pubbliche coinvolte.
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