Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Erosione, il Comune non è nella lista

22/12/2010

autore: PINUCCIO SABA

La città resta tagliata fuori dai finanziamenti statali e regionali per i centri ad alto rischio idrogeologico
Scarpa: «Aiuti a chi subì alluvioni. Quando si parlerà di coste ci batteremo»

PORTO TORRES. Regione e governo centrale stanzieranno settanta milioni a favore dei Comuni ad alto rischio idrogeologico, ma fra questi comuni Porto Torres non c’è. Eppure il territorio “vanta” le classificazioni a maggior rischio (Hg3 e Hg4), soprattutto lungo le coste.
 La Regione ha però deciso di intervenire in quei centri che in passato sono stati colpiti da alluvioni o esondazionui di fiumi e torrenti, rinviando ogni decisione per quei comuni ad alto rischio idrogeologico, ma affacciati sul mare.
 Neppure un centesimo, quindi, per Porto Torres, Castelsardo, Alghero e Stintino che pure denunciano gravissimi problemi anche in tema di sicurezza. È il caso proprio di Porto Torres dove non c’è solo un problema di salvaguardia ambiental-turistica, ma l’alto rischio idrogeologico riguarda il cuore della città e cioé il lumgomare. Problemi evidenziati anche dai crolli che si sono verificati lungo la costa, dalla zona di «Balai lontano», ma soprattutto al Belvedere e allo Scoglio Lungo. Qui, oltre ai “soliti cedimenti” la forza del mare ha scavato un grotta che si allunga fino alla strada che costeggia la spiaggia.
 «Questi stanziamenti regionali riguardano comuni che hanno sofferto alluvioni e inondazioni - commenta il sindaco Beniamino Scarpa - e credo si tratti di provvedimenti urgenti. Ciò non toglie che anche Porto Torres debba far fronte a un’emergenza che ormai dura da troppo tempo. Dobbiamo perciò vigilare affinché, quando verrà affrontato il problema dell’erosione costiera, non si vada incontro a brutte sorprese».
 Il Comune di Porto Torres ha presentato un piano di interventi spalmato in tre anni, fino al 2012, per la messa in sicurezza del litorale da Abbacurrente fino allo Scoglio Lungo per un importo complessivo di sei milioni di euro. Piano di interventi concordato con i tecnici della Protezione civile regionale e trasmesso anche alla Protezione civile nazionale per ottenere ulteriori finanziamenti. «Il consolidamento e la messa in sicurezza delle coste rappresentano il punto di partenza per lo sviluppo dell’industria turistica - sostiene ancora Beniamino Scarpa - e per questa ragione ci batteremo per ottenere i finanziamenti necessari. I nostri progetti, inoltre, comprendono la messa in sicurezza dell’area portuale e per questa ragione abbiamo abbiamo intenzione di avere un incontro fra i tecnici che hanno redatto il piano urbanistico comunale e i tecnici che stanno predisponendo il piano regolatore del porto. In questo modo sarà possibile a avere un quadro ancora più completo delle priorità».

Chiavi di questa notizia: Dissesto idrogeologico