Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

La Maddalena, la Marcegaglia lascia

23/12/2010

autore: MAURIZIO OLANDI

Per ora silenzio dal gruppo turistico Mita pronto al disimpegno, ma i segnali sono neri. A rischio il progetto per il G8, licenziamenti in vista

OLBIA La Maddalena è l'isola degli ex: ex arsenale, ex base americana e adesso anche ex Mita, il gruppo turistico della Marcegaglia che avrebbe dovuto gestire il porto arsenale e le strutture ricettive affacciate sul mare. E, ovviamente, anche ex buste paga per quella decina di dipendenti che dal 31 dicembre saranno disoccupati. Dagli uffici della società che in Sardegna gestisce anche il Forte Village non filtra un commento, ma solo imbarazzati messaggi dalle segreterie. Il muro di riservatezza della holding della vacanza rimane impenetrabile. Come nulli sono i passi in avanti fatti nel rapporto con la Regione. L'assenza di certezze sulla funzionalità del porto turistico, i ritardi nel rilascio dei permessi per l'ex Arsenale, un tira e molla con la politica sono i freni a un piano di sviluppo stoppato sulla linea di arrivo. Il pacchetto comprendeva per la Mita anche la gestione del porticciolo turistico. Ma per poter ospitare yacht da oltre trenta metri la darsena non è ancora agibile: le bonifiche fatte a metà, la presenza di idrocarburi nell'acqua.
IL SINDACO Il sindaco Angelo Comiti è stritolato tra la necessità di riavviare il piano di investimenti e la consapevolezza delle difficoltà a far ripartire l'intero progetto dopo lo spostamento del G8: «Siamo davanti a un incredibile paradosso: qui ci sono aziende, e non parlo solo della Mita, disposte a investire per rilanciare il territorio nei settori della nautica e del turismo, ma non possono spendere un euro perché la politica non dà risposte. Sono molto preoccupato: solo di manutenzione quell'albergo costa due milioni all'anno, di questo passo perdiamo tutto. Dal piano straordinario del G8 alla Maddalena è rimasto davvero poco: tanti soldi spesi, ma neppure un posto di lavoro». Ma è la politica, soprattutto il Governo nazionale, che deve dare risposte: «Ho scritto una lettera al nuovo commissario della Protezione civile, Franco Gabrielli: un invito a riprendere i lavori di bonifica, a riattivare il circolo virtuoso di investimenti che si pensava potesse risolvere i problemi dell'Isola dopo l'addio degli americani e la chiusura delle caserme. Una richiesta di incontro l'ho fatta anche al presidente Cappellacci: sto aspettando risposte».
DISIMPEGNO L'addio della Mita, le mancate riconferme dei contratti a una decina di dipendenti, ma anche la rottura dei rapporti della holding con Stefano Zaghis, general manager del Mita resort per il Porto Arsenale, sono conferme indirette che il gruppo Marcecaglia ha perso la pazienza. Sull'addio mai annunciato, ma solo sibilato, è intervenuto anche il parlamentare del Pd Giulio Calvisi: «Come sospettavamo, il progetto di riconversione economica di La Maddalena è vicino al fallimento. Dopo il mancato G8 la cricca ha fatto affari a La Maddalena e poi il governo se n'è lavato le mani. In questa storia la Regione non è mai esistita». Giulio Calvisi ha annunciato un'interrogazione che riassumerà tutti gli impegni per il G8 assunti e non rispettati dal Governo. Il silenzio della Mita, l'imbarazzo della politica, dopo la gestione allegra degli appalti e delle bonifiche, l'impazienza con cui tutti i settori economici e sociali del territorio guardano alla soluzione del problema sono segnali inequivocabili che il tempo delle attese è finito: o si riparte con gli investimenti, o a La Maddalena chiude tutto. Una beffa dopo gli oltre 300 milioni spesi.

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