Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

«Ex arsenale, un bluff le opere del G8»

23/12/2010

autore: Serena Lullia

In parlamento un’interrogazione di Giulio Calvisi (Pd) sul caso Mita Resort

LA MADDALENA Certifica il fallimento della riconversione dell’isola e mette in dubbio il futuro dell’ex arsenale, hotel di lusso solo sulla carta. Il deputato Giulio Calvisi non ha dubbi sul grande bluff delle opere del G8 e ne fa un caso politico. L’esponente del Pd mette nero su bianco le promesse non mantenute del governo e presenta una interrogazione sul caso Mita Resort in parlamento. Calvisi divide le responsabilità del fallimento tra Stato e Regione. E punta il dito contro il governatore Ugo Cappellacci e la sua presenza fantasma nella vicenda della Mita.
 Solo qualche settimana fa il futuro dell’ex arsenale, struttura data in gestione per 40 anni alla Mita Resort, il gruppo di Emma Marcegaglia, era diventato argomento di discussione del consiglio comunale. Su proposta delle opposizioni l’aula aveva votato un ordine del giorno unanime con cui inchiodava la Mita alle sue responsabilità. Con il documento veniva chiesto al gruppo Marcegaglia di presentare il piano industriale e di mostrare con atti concreti le ricadute economiche dell’investimento di Moneta. Primo fra tutti i posti di lavoro per i maddalenini, da anni nella lista d’attesa della riconversione. Ma anche il coinvolgimento delle attività commerciali e artigianali nel polo dello shopping in costruzione nel Porto Arsenale. A rilanciare i timori del fallimento di quel progetto un recente reportage di “Repubblica” e i dubbi sollevati sulle prospettive occupazionali. Solo 11 i dipendenti isolani assunti nella struttura, con contratti in scadenza il 31 dicembre. Nessuna certezza per il futuro dei posti di lavoro. «Come sospettavamo il progetto di riconversione economica della Maddalena è vicino al fallimento - dichiara il deputato Calvisi - E la colpa è di Berlusconi. Dopo il mancato G8 la cricca ha fatto affari nell’isola. Poi lo stesso governo se ne è lavato le mani. In questa storia la Regione non è mai esistita ed è per questo che ci ritroviamo in questa situazione. Possiamo annoverare senza problemi la riconversione della Maddaleba tra i fallimenti della giunta regionale. La stessa maggioranza di centro destra ha intimato al presidente Cappelacci di non occuparsi più dell’isola». Il futuro del Porto arsenale resta sospeso, galleggia tra promesse, impegni, speranze. Nell’ area di 150 mila metri quadrati, in gestione al gruppo Marcegaglia per 40 anni al costo di 60 mila euro all’anno, candidata a diventare polo ricettivo e turistico di eccellenza, si è mosso ben poco nell’ultimo anno. La bonifica dello spazio a mare deve essere ancora ultimata. Il grande sogno di rilancio dell’isola orfana del G8 e degli americani si è trasformato in un incubo. La riconversione è sempre meno una speranza e sempre più una utopia. La giunta guidata dal sindaco Angelo Comiti non nasconde le responsabilità della Regione e dello Stato. La maggioranza inchioda alle sue responsabilità la Mita, ma divide le colpe con il governo Berlusconi e la giunta Cappellacci. Responsabili di non aver messo in condizione la Mita Resort di mandare a regime la struttura e far partire realmente il polo turistico e nautico nato sulle ceneri dell’ex arsenale. Ma non se la passa meglio il vicino di casa del Porto arsenale, l’altra seconda opera simbolo del G8, l’ex ospedale militare. Doveva diventare un 5 stelle di lusso. Ma la struttura è solo un mastodontico edificio vuoto con vista sul mare. Circondato da erbacce e immerso nel silenzio.

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