Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Un torrente minaccia l'Orientale
17/12/2010
autore: NINO MELIS
Tertenia. Il tappo sul rio Crabiolu fa paura mentre restano bloccati i fondi per la pulizia del fiume
Detriti sotto un viadotto, rischio di inondazioni
Nel giro di pochi anni il torrente Su Crabiolu ha eroso quasi dieci ettari di vigneto e frutteto accumulando i detriti davanti al cavalcavia della nuova Orientale Sarda che ora rischia di diventare il tappo di una enorme diga. Che le prossime alluvioni rischiano di far saltare trascinando un tratto della strada a scorrimento veloce, a meno che non si provveda a ripristinare in tempi solleciti l'alveo del torrente nella sua configurazione originaria.
IL PERICOLO Attualmente i travi del viadotto sono a due metri d'altezza dal letto del fiume , rispetto ai cinque originari. Il disastro sarebbe ampiamente annunciato. «Non comprendo - denuncia Guido Pisu, sindaco di Tertenia, il Comune che ha giurisdizione sulla zona - quali ostacoli burocratici si frappongano a un primo intervento immediato al fine di scongiurare il pericolo, dato che il prelievo del ciottolame verrebbe eseguito pressoché gratuitamente dalle imprese che lavorano gli inerti».
Finanziamenti e progetti sono in mano alla Provincia Ogliastra. Roberto Cabiddu, neo assessore all'Ambiente, assicura che la situazione del torrente Su Crabiolu è all'attenzione degli addetti alla protezione civile. Nelle casse della Provincia ci sarebbero 200 mila euro per sistemare l'intero bacino fluviale che comprende anche il rio Quirra, nel quale il torrente Su Crabiolu confluisce, a poche centinaia di metri dalla zona di criticità.
LA PAURA I proprietari dei terreni lambiti dal torrente sono fortemente preoccupati. Mario Farci, 72 anni, originario di Jerzu, vive con la famiglia in una casa rurale distante cento metri dal nuovo alveo del torrente. Tre anni fa la distanza era doppia. L'azienda, a conduzione familiare, comprende tre ettari e mezzo di vigneto razionale ed altrettanti di frutteto. «Se il deflusso del rio Su Crabiolu - spiega Mario Farci - dovesse essere ostruito del tutto in corrispondenza del viadotto, l'acqua metterebbe a rischio non solo l'Orientale Sarda ma anche molte proprietà, compresa la nostra casa. Non è giusto mettere in pericolo opere pubbliche fondamentali e aziende private a causa di intoppi burocratici incomprensibili. Mi auguro che in queste settimane venga recuperato il tempo perduto. Prima che accada il peggio ».
APPELLI NEL VUOTO A nulla sono valse, fino ad ora, le segnalazioni di pericolo presentate agli enti preposti dal figlio Luca, 40 anni, corredate da foto, rilievi tecnici e persino una lettera di diffida firmata da un legale. Negli ambienti degli addetti ai lavori si parla di strani intoppi nelle procedure di progettazione .«Si provveda subito - taglia corto Guido Pisu - a rimuovere il materiale che ostruisce il deflusso naturale del torrente e a riconfigurare gli argini originari. Le opere di consolidamento verranno subito dopo. La Provincia ci faccia sapere quante risorse sono disponibili e lo stato dei progetti».
RISORSE FERME Recentemente la Giunta regionale ha stanziato 20 milioni di euro di risorse aggiuntive per far fronte alle situazioni di maggior rischio. Uno studio commissionato da Luigi Lai, assessore all'Ambiente nella giunta provinciale precedente, aveva stabilito in 12 milioni di euro il fabbisogno finanziario necessario per la messa in sicurezza delle emergenze idrogeologiche in Ogliastra.Chiavi di questa notizia: Dissesto idrogeologico