07/02/2008
autore: Michele Ruffi
Riapertura delle saline ma anche un centro benessere
CAGLIARI. C’è chi lo ha definito «il tassello mancante che farà decollare il parco di Molentargius ». In realtà, proprio un tassello non è: si tratta di un’area di 42 ettari, con 8 mila metri quadri di strutture coperte. Comprende gli uffici del Monopolio di Stato, i magazzini, le vecchie officine, una decina di autorimesse, oltre alla chiesa del Santissimo nome di Maria. Ci sono anche dieci abitazioni, tutte costruite a ridosso degli anni ’30, immerse nel verde del Parco. In totale, una cubatura di 35 mila metri. E ora che tutto sembra pronto per il passaggio di proprietà dal Monopolio alla Regione - l’accordo definitivo potrebbe arrivare presto: nella settimana in corso o al massimo la prossima - si sta già progettando il futuro dell’ex salina. IL FUTURO. Molentargius potrebbe iniziare a percorrere due strade parallele: la ripresa della produzione del sale e la trasformazione di una parte della cubatura in strutture termali. Poi un museo e un angolo dedicato al merchandising, per completare la vocazione turistico - commerciale della zona. A ottobre il presidente della giunta regionale Renato Soru ha fatto un sopralluogo approfondito: ha visitato gli uffici del Monopolio e il villaggio delle saline. Mariano Mariani, direttore generale del Parco, è il primo interessato alla trattativa in corso tra Stato e Regione. Si affretta a precisare che «ancora non c’è nulla di definitivo», ma sa che il futuro di Molentargius dipende da questa acquisizione. «È una zona fondamentale per far partire definitivamente il Parco. La potenzialità delle strutture di cui si sta discutendo è altissima. Si tratta solo di trovare le risorse economiche». Gli obiettivi? «La ripresa dell’attività produttiva. Riattiveremo la raccolta del sale, ma punteremo soprattutto alla qualità più che alla quantità. Puntiamo ad fermarci a 30-40.000 tonnellate all’anno. Prima della chiusura, gli stabilimenti ne rendevano 130.000». La cosa non sarà immediata: «Bisogna rimettere in funzione tutto l’apparato e riqualificare le strutture». IL BENESSERE. Ma ci sarà spazio anche per il turismo e il benessere. I vecchi magazzini potrebbero essere trasformati in un resort termale. Senza neanche troppo sforzo: «Le vasche ci sono già. Servivano per la raccolta del sale. Si potrebbe riutilizzare quelle esistenti e prevederne altre. Non dimentichiamo che a poca distanza c’è l’ospedale marino, che in passato era un albergo. L’idea è quella di riportarlo alla sua funzione originale ». LA STRUTTURA. Attualmente la cubatura - tutte strutture di grande pregio architettonico - è utilizzata dall’Ufficio regionale dei Monopoli. Innanzitutto, l’edifico che ospita la sede dell’amministrazione, dove lavorano 40 dipendenti (che dovrebbero essere trasferiti in via Caprera). Le vecchie officine meccaniche invece sono utilizzate come archivio e come deposito: al loro interno sono custoditi i videopoker sequestrati in Sardegna. Poi c’è il villaggio: dieci villette a due piani, con un piccolo giardino intorno, che ruotano attorno ad una piazzetta. Circa 100 metri quadri ad appartamento, con vista sull’area umida e le porte d’ingresso incorniciate da un fascio littorio. Case modeste ma accoglienti, con soffitti a 4 metri. Sono state costruite tra il 1929 e il 1933. Ci abitano 5 famiglie di pensionati dei Monopoli. Pagano un affitto che varia da 550 a 750 euro. Ora i residenti hanno paura: col passaggio di proprietà potrebbero essere sfrattati. Lo fa capire lo stesso Mariani: «A questo punto diventa un problema l’eventuale mantenimento e convivenza di queste due realtà». Anche in questo caso sarebbe necessario un intervento di ristrutturazione: l’umidità e il tempo - in 80 anni il Monopolio ha lasciato la manutenzione quasi completamente sulle spalle degli affittuari - hanno lasciato qualche segno.
Chiavi di questa notizia: Molentargius