Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Altro campeggio abusivo sequestrato a Porto Conte lotti in vendita su internet

01/12/2010

autore: Pier Luigi Piredda

SASSARI. Nelle fotografie si vedeva il lotto di terreno immerso nel verde del Parco di Porto Conte, a pochi passi dal mare, con una casetta mobile in legno dalla quale si poteva godere la splendida visione del sole che tramontava dietro il promontorio di Capo Caccia. Il piccolo paradiso era in vendita su internet. Chi l’ha venduto, se l’ha venduto, ha fatto un affarone. Chi l’ha comprato, invece, ha buttato i soldi. Perchè quel lotto è all’interno di un’area adibita a campeggio abusivo che è stata sequestrata dagli agenti del Corpo forestale, su ordine del gip Maria Teresa Lupinu.
 Il campeggio abusivo è stato scoperto dagli investigatori della Forestale nella pineta di Mugoni, a poco più di 500 metri dall’incrocio della strada di Fertilia per Capo Caccia e Porto Conte. Costeggiando la Pineta Mugoni, si trova un grande cancello in ferro rosso. Sempre chiuso, anche d’estate. Da lì si entra nel paradiso di «Mastru Antoni», nel cuore del Parco di Porto Conte. Le roulotte e le casette in legno sono incastrate tra i pini, nascoste dalla vegetazione. Invisibili dalla strada, ma anche dal mare. Bisogna quasi caderci dentro per scoprirlo.
 Il personale del Corpo forestale della sezione di polizia giudiziaria della procura della Repubblica e della stazione forestale di Alghero è arrivato nel campeggio a metà mattina. All’ingresso c’erano alcuni proprietari. Gli agenti sono entrati e hanno provveduto a mettere i sigilli a tutte le roulotte (senza targhe e in condizioni tali da non poter essere portate via), alle casette in legno e vetroresina e, infine, sul cancello rosso. Decretando così la fine delle vacanze all’aria aperta per tutti i comproprietari, così come era già successo ai villeggianti di Sant’Igori, sfrattati a luglio, e a quelli di Sant’Imbenia, allontanati una ventina di giorni fa.
 Il campeggio abusivo di «Mastru Antoni» non è grande: poco più di 5000 metri quadri, mezzo ettaro. I comproprietari sono 19 e l’area era suddivisa in 9 parti di circa 300 metri quadri ciascuna, di cui una riservata alle parti comuni, alla viabilità e ai servizi igienici. C’era poi un altro spazio da 750 metri quadri e infine 10 micro aree da 12 metri quadri ognuna che presumibilmente venivano adibite a parcheggi per le auto.
 A un primo controllo degli investigatori non sarebbero risultate attive utenze Enel, mentre l’approvvigionamento idrico era garantito da un pozzo che riforniva serbatoi nelle piazzole. Non esiste una rete fognaria e gli scarichi delle varie proprietà si disperdevano nel suolo.
 Il giudice delle indagini preliminari ha disposto il sequestro preventivo perchè il campeggio è in area sottoposta a vincolo paesaggistico ambientale, visto che è all’interno della superprotetta fascia di 300 metri dal mare. Perchè è all’interno del Parco regionale di Porto Conte e perchè nel Ppr (Piano paesaggistico regionale) è incluso in un tratto di costa definito: “Bene paesaggistico d’insieme”.

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