Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Rifiuti, le Regioni li accoglieranno

30/11/2010

autore: FERRUCCIO FABRIZIO

Trovato un accordo col governo, ma il Veneto ribadisce il suo no

NAPOLI. Seicento tonnellate al giorno di rifiuti campani per tre mesi, da ripartire tra tutte le regioni italiane. E’ questo il primo accordo raggiunto al termine della riunione convocata dal ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto sull’emergenza rifiuti.
 Intervento «momentaneo e limitato» che rimanda a un tavolo tecnico, fissato per i prossimi giorni le quantità di spazzatura da assegnare a ciascuna regione.
 «E’ scattato il sistema della solidarietà, non ne avevo dubbi», ha commentato il governatore della Campania, Caldoro.
 Gelato poco dopo da una nota della Regione Veneto con cui il presidente Zaia ha chiarito «senza alcuna polemica, con serenità, la sua indisponibilità ad accettare rifiuti provenienti dalla Campania» anche a causa dei guai dell’alluvione.
 E non cambia neppure la posizione della Regione Sardegna sull’emergenza rifiuti.
 Il presidente della giunta, Ugo Cappellacci, infatti ha confermato l’«indisponibilità a ricevere rifiuti dalla Campania», ribadendo che «da parte nostra c’è comunque l’offerta, già manifestata, di collaborare all’emergenza inviando a Napoli uomini e mezzi».
 Ma la svolta sembra arrivata, anche se il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ha avvertito che prima è «indispensabile la dichiarazione dello stato di emergenza per dare una risposta strutturale e definitiva alla questione».
 A Napoli l’allarme resta comunque alto e in città, soprattutto in centro, l’immagine desolante delle montagne di sacchetti è immutata.
 Qualche cumulo è stato ridotto qua e là grazie ai dieci autocompattatori inviati dal Comune di Roma mentre domani dovrebbero giungere quelli di supporto da Milano, Bari e Bologna.
 Il segnale più forte in realtà arriva dalla provincia dove sono entrati in azione i militari, circa 400 uomini del Genio guastatori di Caserta, reparto della Brigata Garibaldi, nella veste di spazzini. Hanno avuto gran da fare soprattutto a Quarto, uno dei comuni più colpiti, e con una quindicina di automezzi hanno sfondato il muro di immondizia che si estendeva slungo la strada per circa 200 metri.
 Sono già iniziati i conferimenti dei rifiuti in altre province, in particolare nell’Avellinese e nel Casertano. E dal Casertano arriva la denuncia del direttore del Dipartimento di pianificazione e Scienza del territorio dell’Università Federico II, Franco Ortolani, che definisce «incredibile» il motivo per cui a Napoli restano a terra i rifiuti mentre l’impianto Stir (ex Cdr) di Santa Maria Capua Vetere che potrebbe tritovagliarli, resta deserto.
 «La tritovagliatura dello Stir - osserva - riduce del 30-40% il volume dei rifiuti e quindi darebbe più spazio alla discarica. Ma il piazzale dello Stir in questi giorni era semivuoto». Perché? Qualcuno dall’alto impone che i rifiuti vengano conferiti direttamente in discarica, senza passare per l’impianto che li trita.

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