Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Baia delle Ninfe, protezione totale
28/11/2010
autore: GIANNI OLANDI
Il nuovo Puc sarà ancora più severo del piano paesaggistico regionale
ALGHERO. La Baia delle Ninfe ha esercitato da sempre un richiamo irrestibile per il mondo della speculazione. Nella Riviera del Corallo si ricorda, anche con qualche presunta punta di orgoglio, che il principe ismaelita prima di portare a battesimo la Costa Smeralda abbia visitato Porto Conte restandone affascinato. Ma quella attenzione è sempre viva. Non a caso a Palazzo Civico, settore urbanistica, sostano consistenti progettualità presentate dai privati proprietari dei terreni che si affacciano sulla Baia. Ci sono interessi edilizio-finanziari arabi, franco libanesi, belgi, nazionali ma anche nostrani. Ai progetti in astanteria non è stata data alcuna risposta e per diverse ragioni. Intanto il piano urbanistico comunale non prevede un solo metro quadro per nuove costruzioni, soltanto riqualificazioni alberghiere. Non è diverso naturalmente l’atteggiamento del piano paesistico regionale che però, a Porto Conte, presenta alcune “macchie” riguardanti le aree occupate dai campeggi di Sant’Igori e Sant’Imbenia, il primo già smantellato, con destinazione di utilizzo per «il tempo libero». Indicazione che lascia spazio a perlessità e relative interpretazioni ma che comunque il Puc catalano non prevede. Tra le riqualificazioni c’è anche la Villa Mugoni per la quale era stato presentato un progetto di recupero e diversificazione d’uso al termine del mandato di Carlo Sechi, attuale consigliere regionale, quando i fratelli Baroudi, i finanzieri libanesi, presentarono davanti a una sala piuttosto affollata, un primo progetto di recupero che prevedeva trasformazioni di tipo ricettivo, servizi di eccellenza destinati a una clientela di primissimo livello. Erano anche previste dotazioni per la salute, cure di bellezza e similari. In programma anche un campo da golf con relativa club house e residenze. La localizzazione di quest’ultimo intervento era prevista nelle aree adiacenti, sul fronte opposto della strada che porta a Capo Caccia, nelle immediate adiacenze del Baia di Conte, il mastodontico complesso alberghiero che nacque con 10 mila metri cubi di eccedenza, una piccola svista, e che costò al gruppo franco-libanese una sanzione di 5 miliardi di lire. Ma sulla Baia delle Ninfe c’è anche il Piano casa recentemente adottato dalla Regione e c’è anche quella formula magica chiamata «accordo di programma» (imprenditore, Comune e Regione) i cui significati di merito lasciano spazio a interpretazioni diverse e non sempre coincidenti con gli interessi generali di un territorio che ha deciso di preservare l’area di Porto Conte. Un’idea vecchia, sulla quale si sono confrontate diverse amministrazioni, è caduta qualche giunta comunale, e che risale perfino ai tempi del finanziamento di due miliardi e mezzo per la realizzazione di un porto turistico a Tramariglio. Il finanziamento era della Cassa del Mezzogiorno.
Quei fondi, dopo una battaglia politica furibonda che vide protagonista tra gli altri il movimento di Sardynia i Llibertat, furono dirottati sul porto di Alghero. La tesi vincente era stata quella di difendere la centralità di Alghero. E lo stesso discorso vale oggi per Maria Pia. Oggi nonostante un apparente silenzio, si parla solo di campeggi, la Baia delle Ninfe è sempre nelle attenzioni dei gruppi imprenditoriali.
Chiavi di questa notizia: Aree protette