Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Discarica chiusa, aumenta l’allarme
27/11/2010
autore: Guido Piga
Sit-in della Cisl: lavoro e ambiente a rischio. Provincia e Comune cercano una soluzione
LA MADDALENA. Crisi occupazionale, e anche ambientale. La chiusura della discarica di Sasso Rosso sta creando tensione. Venti operai senza lavoro e le imprese edili della Maddalena sono costrette a spendere cifre enormi per smaltire i rifiuti: in alterntiva buttano gli inerti ovunque. Ora Comune e Provincia cercano una soluzione.
Incalzate dalla Cisl, che ha ottenuto per i 20 lavoratori la cassaintegrazione, le due amministrazioni sono state costrette ad affrontare con energia il caso di Sasso Rosso. Ieri mattina, il sindacato ha organizzato un sit-in davanti al palazzo della Provincia, l’ente che ha imposto la chiusura della discarica, gestita dal 2005 dalla Ecosystem srl. Dietro l’atto di via Nanni c’è un guaio urbanistico: la discarica è infatti in una zona urbanistica classificata dal Comune come servizi sportivi. Né la vecchia provincia di Sassari, né la passata amministrazione di quella di Olbia-Tempio si erano accorte dell’irregolarità. Quella attuale, guidata da Fedele Sanciu, sì, e ha decretato la fine delle operazioni. Risultati: 20 dipendenti senza più un lavoro, economia della Maddalena ancora più in crisi. Perché quella discarica era l’unica, nell’isola, a fare lo smaltimento degli scarti prodotti dai cantieri edili.
«Venti metri cubi di scarti venivano smaltiti alla Maddalena con 300 euro, lo stesso quantitativo, ad Arzachena, fa spendere alle imprese 800 euro: sono costi insostenibili, molte aziende stanno licenziando» dicono Battista Imperio e Alfredo Costa. Un brutto colpo dietro l’altro. E anche l’ambiente è a rischio: perché starebbero aumentando le discariche abusive.
Che fare, dunque? Dopo la protesta c’è stato un vertice a quattro: Provincia, Comune, azienda e Cisl. E’ durato quattro ore, ma, al momento, non c’è una soluzione. Sia Angelo Comiti, sindaco della Maddalena, sia Pietro Carzedda, assessore provinciale all’Ambiente, hanno ricevuto delle richieste e hanno promesso delle risposte.
L’ostacolo più grosso da superare è quello urbanistico. Il Comune deve riclassificare l’area di Sasso Rosso, trasformandola da zona G (servizi) a zona D (industriale). E’ un passaggio che sarà fatto nel Puc, che l’amministrazione si è impegnata ad approvare nel più breve tempo possibile. Nell’attesa, la Cisl ha chiesto alla Provincia di sospendere il provvedimento di chiusura della discarica e al sindaco di emettere un’ordinanza per farla comunque lavorare. Carzedda e Comiti hanno messo al lavoro i propri tecnici, la prossima settimana potrebbero esserci delle novittà. «Faremo tutto il possibile per aiutare le famiglie e l’azienda» dice Carzedda.
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