Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Le accuse degli ambientalisti «Un modo per affossare il Ppr»

27/11/2010

autore: E. L.

CAGLIARI. «Evidentemente una certa parte politica vuole creare, con affermazioni false sull’incostituzionalità della legge, con dicerie sulla sua inapplicabilità, un clima di allarme e di intimidazione nei confronti dei cittadini che potrebbero usufruire dei benefici della legge, creando in questo modo un danno oggettivo all’economia della Sardegna. Se per effetto di questa campagna di disinformazione, i cittadini che ne hanno diritto i cittadini non compiono i lavori a cui sono interessati significa che questi non fanno quegli investimenti che potrebbero creare posti di lavoro. Aderendo a questa campagna perversa la minoranza consiliare mostrerebbe di non tener conto dell’interesse dell’Isola, privilegiando la politica del tanto meglio tanto peggio». Così parlava nel gennaio 2010 l’ex assessore regionale all’Urbanistica Gabriele Asunis, padre della legge 4, il piano casa. Fa effetto leggere le sue parole proprio ora che la norma stenta a trovare applicazione semplicemente per come è fatta.
La legge non era nata sotto i migliori auspici, riuscendo a compattare ambientalisti, sindacati, partiti, società civili. Contro quella che veniva definita come una manovra in opposizione al piano paesaggistico di Renato Soru.
«Nel Piano casa in discussione in Consiglio si propone di rendere abitabili i seminterrati e di dare premi di volumetria persino nella fascia costiera di 300 metri», denunciavano Legambiente, Italia Nostra e il Wwf. Poi dopo l’approvazione del piano, risalente a ottobre 2009, sembrava che i comuni dovessero venire sommersi dalle richieste di privati decisi ad ingrandire le proprie abitazioni, e creare posti di lavoro. Invece dopo più di un mese nei cassetti di via Nazario Sauro (ufficio Edilizia privata) languiva una sola richiesta.

Chiavi di questa notizia: Piano casa