Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Già a primavera rifiuti a Masangionis
25/11/2010
autore: MICHELA CUCCU
Si lavora a pieno ritmo alla costruzione dell’impianto di trattamento a ridosso della Carlo Felice
Ieri sopralluogo di verifica della Commissione provinciale ambiente
ARBOREA. Salvo intoppi di sorta, già dalla prossima primavera dovrebbe entrare in funzione il nuovo impianto di trattamento dei rifiuti che il Consorzio industriale sta realizzando nelle campagne di Masangionis, a ridosso della statale 131.
Per essere più precisi la struttura, che dovrebbe finalmente introdurre quella che i tecnici definiscono “gestione integrata dei rifiuti”, soprattutto consentendo un forte risparmio nelle spese di trasporto presso gli impianti di conferimento lontani dalla provincia, potrebbe essere attivata ad aprile 2011.
È quanto emerso nel corso del sopralluogo che la Commissione provinciale all’ambiente, composta da Bepi Costella, Gabriele Basciu, Cristiano Carrus, Stefano Figus, Giangavino Buttu e dall’assessore Emanuele Cera, ha effettuato nel cantiere. Accompagnati dai rappresentanti dell’impresa costruttrice, dal progettista Tore Daga e dal direttore del Consorzio industriale Marcello Siddu, i commissari hanno potuto verificare lo stato dei lavori. In particolare hanno visitato le quattro sezioni dell’intera struttura, che consiste in un impianto di compostaggio per la cosiddetta “frazione umida”, uno per la selezione e il trattamento dei rifiuti indifferenziati, l’impianto per la valorizzazione di materiali riclabili: vetro, plastica, alluminio e carta; oltre, naturalmente, tutti i sistemi imposti dalla legge per assicurare la massima sicurezza ambientale, compreso l’abbattimento degli odori e la captazione dei percolati.
Infatti, alla Commissione è stato ribadito come una volta in funzione, si tratterà di un impianto «tecnologicamente all’avanguardia, costantemente aggiornato per tenere conto delle più recenti tecnologie per il trattamento dei rifiuti e la salvaguardia dell’ambiente, con la stabilizzazione in biocelle e il sistema a doppio stadio per l’abbattimento degli odori», si legge in una nota diffusa al termine del sopralluogo. Dunque, una realtà totalmente diversa dalla discarica, ormai chiusa da anni, di Bau Craboni, gestita dalla Intercantieri Vittadello, la stessa impresa alla quale è stata affidata la gestione del nuovo impianto di Arborea.
Fra le caratteristiche salienti, la potenzialità dell’impianto per la trasformazione in compost per l’agricoltura dei rifiuti organici, pari a 15mila tonnellate all’anno, incrementabili fino a 20mila. È invece di 41mila tonnellate la capacità di lavorazione dell’impianto di selezione e trattamento dei rifiuti indifferenziati, che in parte saranno successivamente avviati alla termovalorizzazione, e per la restante frazione per il cosiddetto “compost grigio” utilizzabile nei lavori di ripristino ambientale. Sarà dotata di strutture capaci di selezionare automaticamente vetro, lattine, plastica e carta, ovvero, la sezione dove i materiali secchi ma riutilizzabili, saranno successivamente inviati in appositi impianti specializzati per il riciclaggio. In questo caso la potenzialità di lavorazione potrebbe arrivare ad un massimo di 25mila tonnellate all’anno.
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