Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
«Soru chiarisca i piani per Fiume Santo»
06/02/2008
autore: Pinuccio Saba
Le reazioni all’ipotesi di smaltire l’immondizia nella centrale Endesa
PORTO TORRES. C’è molta prudenza sull’ipotesi di bruciare nel territorio di Porto Torres e Sassari (forse a Fiume Santo) i rifiuti solidi urbani della Sardegna centro-settentrionale. Prudenza per l’argomento, decisamente spinoso; prudenza in attesa di capire quali sono i particolari del progetto ipotizzato dal presidente della giunta regionale Renato Soru, dopo il secco “no” alla costruzione del termovalorizzatore nella zona industriale di Ottana. Prudenza ma anche qualche cauta apertura. «In generale non sarei contrario a far smaltire i rifiuti nella termocentrale di Fiume Santo - commenta il sindaco di Porto Torres Luciano Mura - ma prima sarebbe meglio conoscere i particolari del progetto ipotizzato dal presidente della Regione. Ancora non è chiaro se si vuole realizzare un termovalorizzatore, oppure un impianto per la lavorazione del “cdr” raffinato, o ancora se si vuole utilizzare il bruciatore di Fiume Santo. Indubbiamente il problema va affrontato visto che fra sei anni la discarica di Scala Erre si esaurirà e, se non troveremo le giuste soluzioni, rischiano di vivere un incubo come quello campano. Personalmente ritengo che la “soluzione Fiume Santo” sia quella più facilmente praticabile ma credo che un tema così delicato debba essere affrontato, per forza di cose, in consiglio comunale, con il coinvolgimento di tutte le forze politiche sia di maggioranza sia di opposizione». E anche dai banchi dell’opposizone arriva una richiesta di chiarimenti sul progetto di Renato Soru. «Siamo disponibili a discutere qualsiasi iniziativa che riguardi il territorio e la città - spiega Massimo Mulas, segretario cittadino dell’Udeur che conta cinque consiglieri comunali - ma come al solito il governatore Soru fa di testa sua. E come sempre c’è molta confusione quando non viene coinvolto il territorio. Indubbiamente il problema dello smaltimento dei rifiuti va affrontato ma siamo anche stanchi di sentire che quando c’è qualche problema, questo si scarica sul nostro territorio. Da parte nostra, ripeto, non c’è alcun preconcetto al termovalorizzatore di ultima generazione ma chiediamo anche che vengano risolti i problemi legati all’inquinamento e alla mancata bonifica dei siti industriali». Punta invece all’innovazione tecnologica il sardista Tore Fadda, molto critico sulla scelta di bruciare in Sardegna i rifiuti campani. «Dobbiamo puntare sulle nuove tecnologie che privilegiano la gassificazione dei rifiuti - spiega -. Bruciare i rifiuti non è la soluzione migliore soprattutto quando esistono le alternative che, tra l’altro, non producono immissioni nell’atmosfera. Ecco, se la scelta è quella, Porto Torres si candida a essere il punto di ridferimento (e non solo in Sardegna) per la soluzione dello smaltimento dei rifiuti». Assolutamente contrario il portavoce dei Verdi Gigi Pittalis. «È una follia pura - sbotta -. La città vive una situazione ambientale drammatica e, se non ho capito male, a Fiume Santo si vogliono bruciare anche i rifiuti. Così da accumulare inquinamento a inquinamento. Nel frattempo nessuno capisce (o fa finta di non capire) che la situazione ambientale e sanitaria è al collasso. Per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, non credo che le discariche siano la soluzione peggiore. Ma occorre incrementare la raccolta differenziata dei rifiuti, dobbiamo arrivare almeno al 70 per cento e utilizzare al meglio le discariche già in funzione. Per questo siamo contrari al termovalorizzatore, non una ma mille volte».
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