Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Delimitata l’area da bonificare

21/11/2010

autore: SERENA LULLIA

La Maddalena, a dicembre l’intervento sui veleni dell’ex arsenale

LA MADDALENA. L’area dei veleni da bonificare davanti all’ex arsenale ha dei confini non più solo virtuali. Nell’ultima conferenza di servizi la zona di intervento è stata perimetrata. A metà dicembre verrà approvato il progetto della Protezione civile e cominceranno i lavori. Una bonifica attesa, dietro cui si cela però la paura che i materiali di Moneta finiscano in una vasca di colmata a Punta Chiara.
 A fare da ambasciatore della conferenza di servizi a cui siede anche il Comune è Pietro Carzedda, assessore provinciale all’Ambiente. «La seduta è stata la prosecuzione di quella del 14 luglio 2010 - spiega Carzedda -. Un incontro proficuo perchè di fatto abbiamo trovato l’accordo sulla perimetrazione dell’area da bonificare. Abbiamo cioè definito lo spazio all’interno del quale dovrà essere portata avanti la bonifica. A metà dicembre verrà approvato il progetto che sarà presentato dalla Protezione civile e verranno iniziati subito i lavori di bonifica. I soldi per l’operazione ci sono».
 L’assessore Carzedda ammette di non avere notizie certe sul presunto trasferimento dei materiali “bonificati” in una vasca di colmata a Punta Chiara, dove dovrebbe nascere il nuovo porto turistico. «Si tratta di questioni tecniche facenti parte del progetto che verrà presentato a metà dicembre», dichiara il numero uno dell’assessorato provinciale all’Ambiente.
 L’allarme veleni, lanciato alcuni mesi fa, riprende forma. I dubbi dell’assessore Carzedda diventano certezze nelle parole del consigliere provinciale, Luca Montella. «I rilievi batimetrici - spiega il consigliere-avvocato -, sbandierati come inizio dei lavori per il waterfront, servono invece per capire quanto del materiale dell’ex arsenale potrà essere stipato in una vasca di colmata a Punta Chiara. È stato lo stesso soggetto attuatore subentrato dopo l’inchiesta del G8, Nicola dell’Acqua, a dichiararlo. Ha affermato infatti di avere il compito di verificare come si possano ricavare vantaggi dalla nuova opera di bonifica. Se cioè sabbie, materiali e altri strumenti legati al risanamento da completare nelle acque interne all’arsenale Mita possano essere sfruttati per il waterfront. C’è una forte esigenza di risparmiare. È evidente - prosegue Montella - che se i materiali della bonifica, invece di essere trasportati nella penisola con navi o camion, restano alla Maddalena, il taglio dei costi è garantito».

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