Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Passano alla Regione gli immobili delle Saline

06/02/2008

autore: Pablo Sole

Accordo fatto con i Monopoli di Stato, ora il parco di Molentargius e le altre attività possono decollare

CAGLIARI. Nuova linfa vitale per il Parco di Molentargius-Saline. La boccata d’ossigeno arriva grazie all’intesa raggiunta tra Regione e Monopoli di Stato sul passaggio di proprietà di alcuni immobili presenti nell’area umida, condizione indispensabile per la piena operatività del Parco di Molentargius. Da ieri, con l’annuncio ufficiale, la partita sembra definitivamente chiusa: i Monopoli di Stato hanno dato il via libera al trasferimento di alcuni degli immobili più significativi presenti a Molentargius, come gli edifici che ospitano la direzione centrale, l’ispettorato, i locali dell’ex scalo - e dunque anche portineria, spogliatoi, officine, autorimesse, magazzini, mensa e guardiola di vigilanza - oltre alla chiesetta del Santissimo Nome di Maria. I vertici del Consorzio di gestione dell’area umida attendevano da tempo questa decisione, soprattutto in funzione di una più precisa programmazione delle attività future e, dunque, di una scelta strategica sulle direttrici di sviluppo da seguire. Normale, quindi, che questa novità rilanci i progetti abbozzati da tempo e lasciati in stand-by. Come la ripresa dell’attività saliniera, o la realizzazione del polo museale. ‹‹Nei giorni scorsi abbiamo incontrato il presidente Soru - ha detto il direttore Generale del Consorzio di gestione, Mariano Mariani - per fare il punto della situazione sullo stato di salute del Parco e sulle attività future. Le ipotesi messe sul tavolo sono diverse: si va dalla ripresa della produzione di sale, puntando ad un mercato di nicchia che privilegi la qualità e non la quantità, fino alle iniziative collegate all’attività termale. Su quest’ultimo punto, appare chiaro che il presupposto primario riguarda la disponibilità di strutture ricettive, per questo crediamo che l’attuale Ospedale Marino, di prossima dismissione, possa rispondere a questa necessità››. Ancora: una volta entrati in possesso degli immobili, occorrerà investire per la messa in sicurezza e le eventuali ristrutturazioni richieste dalle nuove destinazioni d’uso. Riqualificare, insomma, costa. Per questo, in linea di massima, Ente parco e Regione non escludono l’eventuale partecipazione del settore privato. ‹‹Una delle ipotesi ventilate - ha confermato il presidente Gigi Ruggeri - riguarda l’affidamento di alcuni locali con l’obiettivo di creare profitto per il Parco. Si potrebbe pensare, ad esempio, di affittare alcuni ambienti ad enti e associazioni››. E puntare, come sottolineato dai vertici del consorzio, anche su un punto ristoro e un bookshop che vadano ad integrarsi con il polo museale e il centro di accoglienza visitatori. E con molta probabilità, l’apporto di finanziamenti privati non mancherà nemmeno sul versante della produzione saliniera: in questo caso, la linea sposata dal Parco prevede il coinvolgimento di imprenditori locali che conoscono bene la materia. I nomi dei possibili papabili, com’è ovvio, non ci sono. Ma basta scorrere la lista dei produttori specializzati per ipotizzare l’eventuale cooptazione di realtà economiche consolidate come Cadelano e Contivecchi. ‹‹Di certo - hanno affermato concordi Mariani e Ruggeri - registriamo con grande soddisfazione l’impegno della Regione ai fini dello sviluppo del Parco››. L’unico neo: la precaria condizione economica delle casse del Molentargius-Saline. Che dovrebbe comunque risolversi con il varo della Finanziaria regionale. Intanto si guarda avanti: sottoscritta l’intesa, la giunta non ha perso tempo e ieri mattina ha siglato un’apposita delibera con la quale si dà mandato alle direzioni generali della Presidenza e dell’assessorato agli Enti locali e Urbanistica, coadiuvate dall’area legale, di definire gli adempimenti necessari all’attuazione dell’accordo con l’Agenzia del demanio di Cagliari

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