Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Pili: «Il ministro revochi il vincolo minerario»

13/11/2010

autore: ALESSANDRA SALLEMI

Conferenza stampa ieri mattina del deputato Pdl davanti al cantiere bloccato: la strada doveva attraversare il canyon di Tuvixeddu
«Illogico e illegittimo tutelare una cava scempio del territorio fermando un’opera necessaria»

CAGLIARI. La strada est-ovest che dovrebbe attraversare Tuvixeddu sotto il canyon è un’opera pensata in tempi lontani per allentare la morsa del traffico, il vincolo minerario che dall’8 luglio scorso blocca i cantieri è solo la trovata estrema per favorire altri interessi privati.
 E’ questo in estrema sintesi il pensiero del deputato PdL Mauro Pili che ha presentato un’interrogazione al ministro dei Beni culturali Bondi e gli chiede anche di revocare in autotutela quel vincolo che il deputato, ieri, davanti alla strada lasciata a un quinto del suo tracciato, in una conferenza stampa ha definito «folle», perché illogico e illegittimo. Pili ha mitragliato una quantità di argomenti contro il vincolo «inventato» dalla direzione regionale dei beni culturali e dalla soprintendenza perché a Tuvixeddu «non c’è mai stata una miniera» e quindi oggi non c’è l’archeologia industriale tipica di quei paesaggi, bensì è ben visibile «lo scempio» lasciato da una cava, «cava, non miniera». Bloccare l’asse est-ovest, che doveva intersecare l’asse mediano all’altezza del Brotzu e arrivare dall’altra parte, fino alla strada di San Paolo, significa soffocare il cuore di Cagliari. Secondo Pili significa anche impedire che si realizzi il parco archeologico di Tuvixeddu («50 ettari di parco in centro città») e quindi si abbandona la famosa necropoli. Si sa: le due opere, certo non di utilità esclusiva del complesso immobiliare di Coimpresa, fanno parte del pacchetto che dà vita all’insediamento residenziale a ridosso della necropoli. «Sono tutte opere che fanno parte di un piano integrato d’area del 1996 - ha ricordato Pili - senza il privato, il pubblico non avrebbe avuto i fondi per strada e parco». Pili ha stigmatizzato la parzialità di «certi ambientalisti» che non hanno proferito verbo, invece contro l’insediamento immobiliare nell’ex Fas di Elmas, dove c’è una «situazione ambientale disastrosa» e l’insediamento è a ridosso dello stagno, che è un Sic, sito di interesse comunitario.

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