Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Minoja: «Non ho smentito l’Avvocatura dello Stato»

12/11/2010

autore: M. L.

LA REPLICA

CAGLIARI. Scrivo per chiedere una esplicita e circostanziata rettifica in relazione ad un articolo pubblicato il 22 ottobre scorso. Non è esatta l’affermazione secondo la quale la mancanza di ritrovamenti di “nuove sepolture” nella zona “opposta al parco” (evidentemente quella verso via Is Maglias, visto che il progetto del Parco è orientato verso Viale Sant’Avendrace) e in quella di Tuvumannu smentisca quanto sostenuto da Avvocatura dello Stato, Procura della Repubblica e Donatella Salvi.
 Al contrario nessuno di questi soggetti identifica la presenza di sepolture nella zona indicata, rinvenute dal 2000 ad oggi.
 Ciò è talmente vero che lo stesso articolista rettifica se stesso al paragrafo successivo, laddove afferma che i rinvenimenti in quell’area riguardano “resti di cave romane”, “un antico forno”, una “«possibile» calcara” inferendo peraltro che ciò smentirebbe quanto da me affermato nella relazione: “qualcosa però sarebbe emerso...”
 Peccato che le emergenze archeologiche riportate dall’articolista sono esattamente quelle che proprio il sottoscritto ha elencato e proprio nella relazione al consiglio di stato che secondo voi smentirebbe l’Avvocatura.
 Non mi interessa conoscere, peraltro, le modalità con le quali il suo giornale è entrato in possesso di un atto riservato, all’interno di un procedimento di giustizia amministrativa.
 Inesatta è la affermazione secondo cui il sottoscritto, nella medesima relazione “spiega che nulla è stato trovato fuori dell’area a vincolo”, laddove viceversa la relazione stessa riferisce esplicitamente i rinvenimenti effettuati al di fuori dell’area vincolata dandone conto e qualificando le diverse ipotesi di tutela formulate (ad esempio, l’inserimento all’interno dell’estensione prevista per il Parco Archeologico).
 Nelle righe successive si accosta una mia affermazione relativa al versante del colle verso via Is Maglias, che esclude l’esistenza di rinvenimenti connessi agli sbancamenti relativi alle recenti costruzioni su quel versante, con una presunta opposta tesi dell’Avvocatura, che non è affatto opposta in quanto riguarda il versante opposto, quello verso viale Sant’Avendrace.
L’Avvocatura, a firma dell’Avvocato Borgo, riferisce infatti delle moltissime sepolture qui localizzate (1166), delle quali si dà completamente conto, e ad abundantiam, nella relazione da voi menzionata nonché in tutte le innumerevoli comunicazioni, pubblicazioni, articoli, convegni, congressi, mostre dedicati agli scavi di Tuvixeddu.
Marco Minoja Soprintendente per i beni archeologici per le province di Cagliari e Oristano ---------------
Confermo il contenuto del servizio, del quale il sovrintendente Minoja fornisce una lettura personale. Peraltro non è la Nuova Sardegna ma l’avvocato dello stato Maurizio Borgo a scrivere nella memoria difensiva depositata al Consiglio di Stato il 19 maggio 2008 che «la circostanza che un numero così consistente di sepolture (431) sia stato rinvenuto all’esterno dei confini del parco archeologico e diverse addirittura in area totalmente priva di tutela, conferma la mancata conoscenza dell’esatta estensione della necropoli da parte della Sovrintendenza, mostrando l’assoluta inadeguatezza dell’attuale regime vincolistico».

Chiavi di questa notizia: Tuvixeddu