Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Area marina, sorveglianza speciale

06/11/2010

Da ieri in azione il Nucleo Sub della Guardia Costiera

ALGHERO. Due giorni di attività in mare, nell’area Marina protetta di Capo Caccia Isola Piana, faranno parte dell’attività cominciata ieri da parte del quarto Nucleo Subacqueo della Guardia Costiera di Cagliari, intervento svolto con il coordinamento della direzione Marittima di Olbia. L’iniziativa è stata presentata ieri mattina dal comandante del porto, tenente di vascello Giuseppe Prigigallo, presente il direttore dell’Area Marina, Gianfranco Russino. Due giorni di lavoro che impegneranno i sei uomini del Nucleo che svolgeranno iniziative di sorveglianza, di monitoraggio dell’area, controllo delle attività di pesca, ispezione dei fondali, una sorta di chek up a vasto raggio a ridosso del promontorio di Capo Caccia. L’operazione è destinata a ripetersi nel tempo con una accentuazione soprattutto durante la buona stagione quando l’area marina è potenzialmente riferimento di amanti della natura, del mare ma anche di fruitori decisamente più disinvolti e più interessati ai ricchi fondali di pesce dei quali, oggi, l’area dispone grazie alla costante attività di sorveglianza. Nella riserva infatti si stanno creando in una condizione ambientale ottimale tutte le situazioni più favorevoli per consentire un autentico ripopolamento delle specie ittiche e tutto ciò è possibile soltanto per la forte attenzione di controllo che viene esercitata. I sub del Quarto Nucleo della Guardia Costiera, che operano anche in stretta collaborazione con il ministero dell’Ambiente, costituiscono quindi un prezioso supporto alla protezione dell’area. E sempre in tema di ripopolamento da segnalare che proprio grazie alla tranquillità di cui godono i ricci di mare, la popolazione di “bogamarì” all’interno della riserva avrebbe assunto proporzioni consistenti al punto che in diversi incontri di natura tecnica si è ipotizzata l’attività di pesca “controllata”. Un po’ come avviene per i cinghiali, specie decisamente più invadente e problematica dei ricci di mare, nell’area del Parco di Porto Conte.

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