Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Notteri ricoperto dalla schiuma

02/11/2010

Allarme degli ambientalisti per lo stagno che è visibilmente inquinato

VILLASIMIUS. Dopo la minaccia del cemento per lo stagno di Notteri arriva quella dell’inquinamento: sono giorni che sulla superficie dell’acqua è comparsa una schiuma bianca, piuttosto densa, come fosse sapone. Non solo: l’acqua ha perso la sua limpidezza e appare torbida, di colore scuro, impossibile vedere il fondo dello stagno anche a breve distanza dalla riva.
 C’è poco da girarci intorno: lo specchio d’acqua, popolato da centinaia di fenicotteri rosa e da altre specie di uccelli rari, è inquinato. Probabilmente da sostanze organiche, da qualcosa che è stato riversato nei giorni scorsi al riparo da occhi indiscreti. Attorno a Notteri si trovano l’hotel Timi Ama-Pullman e decine di villette private. Difficile stabilire quale possa essere l’origine del problema. Ed è per questo che il Gruppo di Intervento giuridico e gli Amici della Terra hanno inviato una richiesta di informazioni a carattere ambientale al comune di Villasimius, all’Arpas, al ministero dell’ambiente e al Corpo forestale. Una richiesta che nasce - è scritto in una nota - dalle numerose segnalazioni arrivate all’associazione da parte di cittadini preoccupati per lo stato di salute di uno stagno dal valore immenso.
 Non è la prima volta, in tempi recenti, che qualcuno attenta all’integrità di Notteri: l’estate scorsa è comparso d’improvviso un canale di dreno, una profonda trincea che nelle intenzioni di chi l’ha scavato doveva far defluire le acque dello stagno verso il mare attraverso la spiaggia di Cala Giunco. Quando gli ecologisti hanno denunciato l’intervento, il canale è stato prontamente riempito di sabbia ed è sparito alla vista. D’altronde il sito è delicatissimo, protetto da un vincolo paesaggistico di conservazione integrale riferito anche alla salvaguardia dei cordoni dunali. Non solo: Notteri è un sito di importanza comunitaria, attorno al quale la società Cala Giunco - che fa capo al costruttore-editore Sergio Zuncheddu - avrebbe voluto realizzare un grande villaggio. Sono state le azioni di contrasto delle due associazioni ecologiste a fermare il progetto, che si è definitivamente arenato dopo una lunghissima e dispendiosa battaglia sul fronte della giustizia amministrativa.
 Con l’ultimo pronunciamento, il Consiglio di Stato ha bocciato senza alcuna possibilità d’appello il ricorso della società privata ribadendo il valore prevalente del paesaggio naturale sugli interessi anche legittimi legati all’edificazione a scopi turistici.
 Una sentenza, quella del Consiglio di Stato, che ha applicato per la prima volta e pienamente i principii del codice Urbani, la norma nazionale recepita dal piano paesaggistico regionale elaborato e approvato durante l’amministrazione Soru.

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