Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Monte Ortobene in attesa di un piano di gestione Persi i fondi comunitari
25/10/2010
La zona di protezione speciale è stata istituita nel 2007 L’assessore: «Pronti ad aprire i tavoli di confronto»
NUORO. «Il Monte Ortobene è riconosciuto come zona di protezione speciale (zps) ed è in corso di redazione il previsto piano di gestione». L’affermazione del sindaco Alessandro Bianchi è di pochi giorni fa davanti al consiglio comunale e si può leggere nelle dichiarazioni programmatiche per il periodo 2010-2015, nel capitolo dedicato al «sempre caro» monte dei nuoresi (e non solo).
Fatto sta che la zona di protezione speciale (zps) al monte è stata istituita nel marzo 2007 e dopo oltre due anni e mezzo il relativo piano di gestione non è ancora pronto. Un fatto non da poco: l’Unione europea, infatti, finanzia generosamente i Comuni che si sono dotati del piano di gestione della zps, finanziamenti che possono arrivare a diverse centinaia di migliaia di euro. Denaro che Nuoro non ha mai avuto proprio perché manca il piano di gestione, e che non vedrà finché non lo avrà adottato.
Il Comune il 12 giugno 2008 ha pubblicato la “Procedura aperta per l’affidamento dell’incarico di redazione del piano di gestione della zona di protezione speciale “Monte Ortobene”. La gara, dal valore di 40mila euro, è stata vinta da una cordata di professionisti capitanati dall’ingegner Peppino Mureddu. Per redigere il piano avevano 720 giorni di tempo (due anni). «Il piano non c’è perché non è ancora pronto - conferma l’assessore all’Ambiente Luca Lapia - per ora abbiamo una bozza che sottoporremo ai capigruppo perché ancora non sono state definite le commissioni consiliari. Poi apriremo i tavoli di confronto con i portatori di interesse: enti, associazioni e i privati che hanno strutture ricettive al monte».
La zps nacque su iniziativa dell’ex assessore all’Ambiente, Tonino Deriu: «Esistono fondi dell’Ue erogati a favore dei comuni che istituiscono le zps - spiega - progetti di finanziamento per tutelare questi patrimoni e che funzionano come una sorta di credito che dovrebbe compensare le comunità dal mancato sfruttamento di queste aree. Questi finanziamenti ricadono sui comuni che possono decidere di investire sulla città e non necessariamente sulla zps. Dunque più che vincoli abbiamo vantaggi. L’Ue ha riconosciuto l’importanza del monte grazie anche alle pubblicazioni di Renato Brotzu e di Domenico Ruiu, che hanno scritto delle nidificazioni al monte Ortobene di specie rare di uccelli come l’aquila reale».
Da parte sua la Provincia deve istituire al monte un’oasi faunistica di 1.490 ettari, e anche per questa manca ancora il piano di gestione. «Le oasi vanno prima tabellate, ovvero delimitate - spiega l’assessore provinciale all’Ambiente Franco Corosu - e poi si può fare il piano di gestione dell’oasi. In Provincia abbiamo i soldi ma sono bloccati dal patto di stabilità. Se ne riparlerà a gennaio».
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