Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Un piano contro il rischio frane
19/10/2010
Dopo i crolli sulla costa si progettano interventi
PORTO TORRES. Anche Porto Torres è stata inserita fra i 377 comuni a rischio frane e alluvioni. Ma se per la seconda ipotesi, il pericolo è remoto, altrettanto non si può dire del rischio frane visto quanto accaduto a primavera nei pressi di Balai Lontano, dove era crollato un tratto di scogliera. Qualche giorno dopo, poi, si era verificato un episodio “minore” nei pressi del Belvedere. Subito dopo i crolli erano state emesse altrettante ordinanze che vietavano l’accesso al Belvedere e il transito sul tratto di pista ciclabile che sfiora il tratto di costa franato ma mentre sul lumgomare questo provvedimento è stato rispettato, altrettanto non si può dire di Balai Lontano. Dopo pochi giorni, infatti, transenne e nastri bianchi e rossi che delimitavano l’area interdetta erano spariti come per incanto e adesso il traffico sulla pista ciclabile ha riacquistato l’intensità di sempre. Subito dopo i crolli, la Regione aveva garantito un intervento immediato per la messa in sicurezza della zona a rischio, ma finora quelle promesse non hanno avuto alcun seguito. Eppure, negli ultimi quindici anni, le amministrazioni comunali che si sono succedute hanno evidenziato i problemi della costa che da Abbacurrente arriva fino alle Renaredda ma solo nel 2004 erano arrivati i primi finanziamenti. Ora l’amministrazione comunale ha deciso di riaffrontare il problema e proprio nell’ultima riunione della giunta municipale è stato approvato il piano triennale delle opere pubbliche nel quale sono previsti gli interventi per la messa in sicurezza della zona costiera.
«Si tratta di interventi progettati delle precedenti amministrazioni - spiega il sindaco Beniamino Scarpa - che abbiamo inserito nel piano triennale. Inoltre abbiamo deciso di inviare anche alla Protezione civile, nazionale e regionale, le schede predisposte subito dopo i crolli della scorsa primavera e che già sono all’attenzione dell’assessorato regionale all’Ambiente».
Chiavi di questa notizia: Dissesto idrogeologico