Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

«Che effetti avrà sulla salute pubblica?»

17/10/2010

autore: A. S.

CarboniaVa dritto al sodo: «Il bando sulla torcia al plasma tradisce totalmente il documento fondante del Comune sulla politica che l'esecutivo aveva adottato, cioè i rifiuti zero entro il 2020 grazie alla raccolta differenziata di cui Carbonia sta diventando esempio a livello nazionale». L'accusa di “alto tradimento” arriva da Pier Luigi Di Pasquale, consigliere comunale di Movimento democratico, uno dei promotori dell'ordine del giorno approvato nel 2008 ed intitolato, appunto, Obiettivo rifiuti zero. «Con quel documento promosso all'unanimità - sottolinea Di Pasquale - il Comune sanciva una nuova linea politica e culturale nella gestione dei rifiuti: è iniziato un percorso che ora viene disatteso dalla decisione di realizzare un impianto sperimentale dei cui effetti per la salute pubblica, in un territorio già gravato dalla presenza del polo industriale, non si ha certezza».
Di Pasquale non ha dubbi: «Quei 450 mila euro sono soldi sprecati che si potrebbero utilizzare nella ricerca scientifica per raggiungere l'obiettivo rifiuti zero entro il 2020».
L'amministrazione comunale non concorda con questa impostazione: «L'impianto pilota - replica l'assessore Marco Fanni - non contraddice l'obiettivo dei rifiuti zero ma si affianca a quella scelta politica: dobbiamo farci carico delle 32 mila tonnellate di rifiuti l'anno prodotte dai restanti Comuni del territorio». Inoltre, l'assessore rammenta anche che «per il nostro Comune l'impianto potrebbe rappresentare una valida alternativa al conferimento in discarica per il periodo transitorio sino al raggiungimento dell'obiettivo entro il 2010. Dopodiché l'impianto verrebbe ancora utilizzato per la produzione di energia elettrica trasformando i rifiuti provenienti dagli altri centri ed eventualmente dagli altri Comuni della Sardegna».

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