Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Una torcia per bruciare rifiuti
17/10/2010
autore: ANDREA SCANO
Carbonia. Appalto da 450 mila euro: la scommessa del Comune per mandare in pensione le discariche
Energia elettrica grazie alla tecnologia al plasma
Che fine faranno i rifiuti? Bruciati. Anzi, praticamente evaporati. È la nuova-vecchia idea del Comune di Carbonia che ha infatti riesumato un progetto caduto nel dimenticatoio: la torcia al plasma. Si tratta di un impianto per il trattamento dei rifiuti solidi urbani che risolverebbe il problema delle discariche e sarebbe anche in grado di produrre energia elettrica.
IL BANDO L'amministrazione conta di avviare un impianto pilota e ha perciò indetto il bando per la realizzazione e la fornitura di una centrale sperimentale. Il bando è decollato con 450 mila euro, grossomodo quello che avanzata dal milione di euro che l'Agenzia energetica sulcitana aveva ricevuto dal ministero dell'Ambiente per favorire le politiche di risparmio energetico e ricerca scientifica.
La gara indetta quattro anni fa era fallita. Piuttosto che restituire i soldi allo Stato, il Comune ha preso in carico la questione rilanciando un impianto che, se utilizzato su scala industriale, rivoluzionerebbe il sistema dello smaltimento dei rifiuti nel Sulcis Iglesiente rendendo quasi superfluo l'uso delle discariche, quanto meno nelle dimensioni di quelle attuali. In questo momento la raccolta differenziata è ben avviata (tranne qualche caso) in tutti i centri del territorio. Nella stessa Carbonia è stato raggiunto il 70 per cento di differenziata con il porta a porta.
GAS COMBUSTIBILE La torcia al plasma ha caratteristiche simili a quelle di un termovalorizzatore, ma quello di Carbonia sarebbe di nuovissima generazione: «Lo scopo - spiega l'assessore ai Servizi di pubblica utilità, Marco Fanni - è di sperimentare la produzione di gas combustibile dalla frazione umida dei rifiuti o dai derivati come i combustibili da rifiuti, e trasformare il combustibile in energia elettrica». Il funzionamento dell'impianto, per sommi capi, è questo: un reattore (la torcia al plasma) sarà in grado di sviluppare temperature elevatissime, sino a 1.500 gradi, capaci di fondere quasi tutto. Dalla parte organica del rifiuto si genera un gas artificiale ( sin-gas ) da recuperare e usare, appunto, per produrre energia elettrica. Tutto ciò che non produce gas diventa una sorta di scoria vetrosa riciclabile: «Questo progetto sperimentale - prosegue l'assessore - può rappresentare il primo passo per un radicale cambiamento nella modalità di smaltimento dei rifiuti (frazione secca, umida e quelli speciali) a servizio dell'intero Sulcis Iglesiente: in questo momento i costi delle discariche incidono per almeno un quarto sulle bollette delle famiglie».
VERIFICHE Trattandosi, però, di un impianto che sostanzialmente brucia i rifiuti, i dubbi sui rischi per l'ambiente e la salute sorgono spontanei: «Ulteriore obiettivo della ricerca tramite l'impianto sperimentale - sottolinea l'amministratore - è la verifica delle emissioni gassose per garantire il rispetto dei limiti previsti dalle norme». Le prove in questo campo non sono mai troppe, ma studi recenti confermerebbero bassissime emissioni di anidride carbonica. In dicembre si conoscerà l'impresa a cui il Comune affiderà questa sfida.Chiavi di questa notizia: Rifiuti