Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
In ginocchio dopo l’alluvione
16/10/2010
autore: NINO MUGGIANU
Oliena, strade e ponti crollati. Monte Maccione resta isolato
OLIENA. È ancora semi interrata la strada che dalla circonvallazione alta del paese porta verso il monte Corrasi. Il violento nubifragio, bollato come alluvione visti i danni che ha causato, ha messo sottosopra il serpentone di cemento che s’inerpica fino Tuonese e oltre.
Strade che non sono molto trafficate ma i problemi e non pochi sono per la cooperativa Enis che gestisce la struttura pubblica di Monte Maccione. I soci devono fare i salti mortali con i loro mezzi per poter trasportare in sicurezza i loro clienti.
Una situazione poco piacevole specie per chi è andato da quelle parti per trascorrere un periodo di vacanza. Un problema al quale bisogna far fronte il prima possibile. Ed è quello che sta facendo la struttura comunale che ha già fatto tanto per cercare di intervenire nelle priorità.
Continuano nel mentre le segnalazioni delle strade dell’agro devastate dalla pioggia. Sono diverse quelle interrotte come se non bastassero quelle che già erano state danneggiate e mai aggiustate in maniera definitiva, durante le altre due alluvioni. Quello tremendo del dicembre 2004 che in tutto il territorio ha lasciato un segno indelebile e quello del novembre 2008.
Le strade dissestate sono state una delle cause che in questi ultimi anni hanno costretto molti proprietari di oliveti di lasciare sulle piante le olive non potendo raggiungere i loro terreni con le auto. Un problema che si potrebbe verificare anche quest’anno viste le condizioni generali delle strade. L’auspicio è che quanto prima i tecnici regionali e provinciali facciano le necessarie verifiche e quindi i sopralluoghi per determinare con certezza i danni subiti. Per fortuna non sono molto ingenti i danni all’interno della biblioteca comunale Mario Ciusa Romagna, l’acqua che pure è entrata in grande quantità invadendo tutti locali pare non abbia toccato i libri. Problemi per gli arredi che sono rimasti per ore «a mollo».
Chiavi di questa notizia: Dissesto idrogeologico