Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Discarica quasi piena. Il Comune è pronto ad acquisire i terreni

14/10/2010

autore: LUIGI SORIGA

IL FUTURO DI SCALA ERRE

SASSARI. Il camion passa sulla bilancia e si arrampica sulla collina. Una nuvola di gabbiani ronza festoso per aria. Il cassone si inclina, l'immondizia rovesciata innalza ancora un po' l'altura, quindi il camion fa dietrofront e ripassa leggero sulla bilancia. Un tecnico riannota il peso dopo lo scarico, un altro operaio sciacqua le gomme, dopodiché il mezzo è pronto per un altro viaggio. Il rigurgito quotidiano di una città come Sassari fa impressione.
Sarà per questo motivo che su sette scavi, che qui chiamano moduli, sei sono già pieni fino all'orlo e solo uno è attivo. Ma i camion potranno scaricare al massimo per altri tre mesi, dopodiché anche questo verrà chiuso e sigillato con uno strato di terra. E infatti un altro modulo è quasi pronto: è già stesa la guaina protettiva per non disperdere il percolato, si intuiscono le tracce dei tubi che raccoglieranno questo liquido altamente inquinante e lo pomperanno verso i vasconi di decantazione. Poi ci penseranno le autocisterne a trasportarlo verso il depuratore di Caniga.
Ma per una discarica che assorbe 300mila tonnellate di rifiuti al giorno, che ospita l'indifferenziato di otto comuni delle quali 90 mila appartengono a Sassari, un modulo aggiuntivo non basta, e infatti si vede l'inizio di un secondo grande scavo. Questi due enormi catini garantiranno un'autonomia di otto anni, dopodiché il terreno di Scala Erre è praticamente esaurito. Le soluzioni sono diverse: la più semplice  è quella di allargare i confini. E gli sviluppi di un contenzioso legale con i proprietari degli appezzamenti limitrofi offrono un interessante opportunità. Il Tribunale infatti ha dato torto al Comune e l'ha condannato a pagare 11mila euro di spese processuali e a bonificare le aree contaminate. Costo dell'intervento: 134mila euro. La discarica infatti è fonte di un singolare inquinamento ambientale: nelle giornate di vento centinaia di buste di plastica prendono il volo, oltrepassano la recinzione e atterrano dai vicini di casa. E questi hanno presentato il conto. Solo che un ettaro, nella zona di Scala Erre, vale circa 6500 euro, e con 134mila euro, (cioè i costi di bonifica del terreno di 5 ettari) Palazzo Ducale potrebbe acquistare 40 ettari e accogliere immondizia per decine di anni. Quindi l'intenzione del Comune è quella di arrivare a una trattativa economica con i proprietari, oppure, in casi estremi, procedere all'eproprio delle aree. Ma assecondare l'espansione della discarica non è certo il rimedio più auspicabile. L'assessorato all'Ambiente intende lavorare su altri fronti. Innanzitutto sul potenziamento della raccolta differenziata, incagliata da tempo sulla soglia del 38 per cento. Innalzare la percentuale significherebbe alleggerire Scala Erre, perché più si separano i materiali e meno camion arriveranno in discarica. Inoltre ai primi del 2011 dovrebbe partire l'impianto di pre-trattamento dei rifiuti (obbligatorio secondo le norme europee). I camion, dunque, non getteranno più il loro contenuto dentro i moduli, ma lo riverseranno dentro un trituratore. Dopodiché una sorta di calamita (deferrizzatore) separerà i materiali ferrosi, quindi il rimanente materiale verrà inserito all'interno di un grande cilindro forato (vaglio). Il fino (cioè l'umido) cola attraverso i buchi, e finisce nelle bio-celle. Qui la sostanza organica verrà degradata con l'aria, marcisce, verrà stabilizzata e infine rovesciata all'interno dei moduli. E' un processo più dispensioso, ma è meno impattante per l'ambiente e soprattutto è prescritto dalla legge. Invece il materiale più grosso trattenuto dal cilindro (costituito perlopiù da residui di carta, legno, plastica, stracci ecc.) verrà inserito dentro una pressa, compattato e si trasformerà nelle cosidette eco-balle, ovvero parallelepipedi di 150x150x250 centimetri. Si tratta di materiale con alto potere calorifero, da riutilizzare come combustibile per i termovalorizzatori delle industrie. Quindi l'immondizia destinata alla discarica, in linea di principio, dovrebbe essere una minima parte. Perchè se adeguatamente lavorato, il rifiuto può costituire una grandissima risorsa economica.

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