Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
«Due anni dopo nulla è cambiato»
11/10/2010
autore: Re. Ca.
Tensioni a Capoterra: vie allagate, fango e detriti. Il ricordo dei 4 morti
CAGLIARI. Con la pioggia ritorna la paura a Capoterra, Frutti d’Oro, San Girolamo e Poggio dei Pini dove il 22 ottobre di due anni fa un’alluvione ha provocato la morte di quattro persone. Scenari già visti: acqua, fango e detriti fuori dai tombini, strade allagate e allarme generale soprattutto nelle case costruite lungo il rio San Girolamo, epicentro del disastro avvenuto nel 2008. La Protezione civile ha annunciato che il tempo peggiorerà nelle prossime ore e fra gli abitanti delle frazioni capoterresi c’è chi teme una riedizione della sciagura.
Evento tutt’altro che improbabile considerato che due anni non sono bastati alla Regione per far partire il piano di messa in sicurezza dell’area a rischio. Tutto è rimasto com’era al momento dell’alluvione: «Non è possibile che a ogni pioggia qui si ritorni all’emergenza - ha protestato il consigliere regionale Marco Espa (Pd), che abita a Frutti d’Oro - abbiamo bisogno di interventi e ne abbiamo bisogno subito. C’è un commissario straordinario per l’alluvione che si chiama Ugo Cappellacci, ci sono 35 milioni di euro da spendere ma non si riesce a partire con i lavori. Mi chiedo che cosa si stia aspettando». In consiglio regionale - insiste Espa - giace da tempo un progetto di legge che prevede la richiesta di 40 milioni da spendere sul Rio San Girolamo, l’area considerata più a rischio di Capoterra.
Protesta anche l’assessore comunale alle politiche sociali Marco Zaccheddu: «La situazione non è più sostenibile, servono interventi immediati perché la popolazione ha paura».
Il 24 settembre scorso centinaia di abitanti di Capoterra hanno sfilato in corteo per le vie del paese con lo slogan «per non dimenticare e per non essere dimenticati». Un’iniziativa lanciata dal movimento ‘Capoterra solidarietà e pari dignità’ nato - come aveva spiegato il presidente Carlo Carcangiu - perché lo studio idrogeologico del territorio venga messo in pratica e perché venga attuata la messa in sicurezza dell’area a rischio: «Siamo preoccupati per i ritardi» aveva detto il sindaco Giorgio Marongiu.
Il 24 maggio la Procura ha chiuso l’inchiesta sui fatti del 2008 e a breve partirà la richiesta di rinvio a giudizio per undici persone, accusate di disastro colposo e omicidio colposo plurimo. Sono i dirigenti del Genio civile Virgilio Sergio Cocciu, Raffaela Serra, Gianbattista Novella e Antonio Deplano, il responsabile sicurezza e il presidente della coop Poggio dei Pini Giampaolo Cillocu e Giovanni Calvisi, il sindaco di Capoterra Giorgio Marongiu, il funzionario della Protezione civile Sergio Carrus, l’ingegnere del comune di Capoterra Italo Deiana, il progettista Enrico Montaldo e l’impresario Ettore Corongiu.
Chiavi di questa notizia: Dissesto idrogeologico