Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Allarme e paura a Capoterra e Castiadas
11/10/2010
autore: MICHELE RUFFI
C hi pensava di aver visto tutto durante le alluvioni mortali del 2008 si è dovuto ricredere: «Mai vista tanta acqua in così poco tempo», era il commento generalizzato in quasi tutta la costa sud est dell'Isola, mentre si cercava di svuotare gli scantinati da mezzo metro - in qualche caso anche di più - di fanghiglia e acqua sporca portata dai torrenti diventati fiumi nell'arco di una mattina. Certo: nessun reale pericolo per le persone. Però i terreni da Capitana a Costa Rei sono andati sott'acqua in una manciata di minuti. Le strade si sono sciolte come se fossero fatte di sabbia. Una pioggia improvvisa, violenta, impossibile da fermare.
Castiadas è stata messa in ginocchio nel giro di poche ore: la strada provinciale per Villasimius è stata interrotta in più punti, alcuni ponti sono crollati e ieri sera la gran parte dei campi era ridotta a una risaia. È stato un pomeriggio di lavoro per tutti: carabinieri, forestali, vigili del fuoco. La partita di serie D fra il Castiadas e lo Zagarolo non è neppure iniziata. Il campo si è trasformato in una gigantesca piscina.
«Non pioveva da diverso tempo», racconta il sindaco Quintino Sollai, «dunque il terreno non è stato in grado di assorbire tutta l'acqua».
Diversi i crolli in tutta la zona. Un ponte ha ceduto sulla provinciale 20, la strada più importante che si sviluppa nel territorio comunale: gravemente danneggiato il ponte di Camisa, subito piantonato dai carabinieri. Ponti devastati anche a Buddui e in altre località.
A Capitana, sul litorale quartese, gli abitanti hanno vissuto un piccolo incubo. Strade invase da fango e detriti, scantinati finiti sott'acqua. Le strade nella zona di Niu Crobu sono state rese impraticabili dalla pioggia scesa nel giro di pochi minuti. A Cagliari, a parte pochi allagamenti e qualche tombino saltato in viale Merello, il maltempo non ha causato grossi danni. Anche se nel pomeriggio in tutta la zona del Poetto si respirava un'aria surreale: i tavoli del rinfresco della maratona abbandonati sul lungomare, ancora imbanditi, parlavano più di qualsiasi altra immagine.
A Capoterra e dintorni il bollettino per una volta non è nerissimo: «Per fortuna non è successo niente di importante. Ma ogni volta che piove torna la paura dell'alluvione», dice il consigliere regionale Marco Espa, che abita a Frutti d'Oro. «Il commissario straordinario deve intervenire subito, con i 35 milioni di euro che ha a disposizione». Nel villaggio residenziale l'acqua è arrivata anche dal mare: le case sul litorale sono state minacciate dalle onde e per strada - specialmente in via delle Tortore - si sono creati veri e propri laghi. In serata poi l'allarme della popolazione è cresciuto, dopo che è stato diffuso un nuovo stato d'allerta per la zona sud ovest e in particolare per il Comune di Capoterra.
Nel resto dell'Isola i danni maggiori sono stati registrati in Ogliastra. A Villagrande in molti hanno guardato con apprensione l'ingrossarsi del fiume. Succede sempre, dopo l'alluvione del 2004. La strada provinciale che collega il paese a Tortoli è stata invasa dai detriti, come quella che unisce Lanusei e Arzana. Piccolo incidente a Lanusei: un'auto è finita contro un albero appena caduto nelle vicinanze del tribunale. Qualche tombino saltato per la grande pressione in via Roma e via Umberto.
Pochissimi disagi nell'oristanese. Nessun allagamento, solo preoccupazione per i corsi d'acqua - coperti da piante e arbusti - che delimitano il paesino di Riola Sardo. Chiavi di questa notizia: Dissesto idrogeologico