Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Inverno a rischio alluvioni

10/10/2010

autore: LAMBERTO CUGUDDA

La richiesta alla Regione dell’ex assessore provinciale Luigi Lai è rimasta inascoltata
  Servono 12 milioni per mettere in sicurezza i fiumi

TORTOLÌ. Ha inizio la stagione delle piogge: i corsi d’acqua sono stati ripuliti con interventi sul letto. E gli argini? L’ex assessore provinciale Luigi Lai chiese alla Regione 12 milioni di euro per prevenire i disastri ambientali causati da forti piogge. Ma non ottenne risposta.
 La richiesta si basava su un approfondito studio sul reale rischio alluvioni. Ma la giunta regionale di centro-destra glissò. Quello ogliastrino era e resta un fragile equilibrio idrogeologico. Luigi Lai sottolineò di avere chiesto alla Regione 12 milioni di euro per la manutenzione dei fiumi più a rischio. Si tratta del Rio Quirra di Tertenia (che crea pericoli, quindi esonda, per il transito lungo la strada statale 125), del Rio Foddeddu di Tortolì, che ha esondato diverse volte negli ultimi 18 anni (quella più grave fu l’alluvione del 31 ottobre 1993) e di altri corsi d’acqua a Barisardo, Girasole e Lotzorai.
 «Sulla richiesta totale di 12 milioni e 10mila euro - evidenzia lo studio - per il Foddeddu di Tortolì occorrono un milione e 900mila euro, per il Rio Girasole (che attraversa il territorio comunale di Girasole) 2 milioni e 50mila, per il Rio Mannu (Barisardo) 775mila euro, per il Rio Pelau (Cardedu), 2 milioni e 455mila, per il Rio Pramaera (Lotzorai) un milione e 550mila. La cifra maggiore è per il Rio Quirra (Tertenia), con 3 milioni e 280mila euro». Lo studio sottolinea che: «Gli eventi alluvionali degli ultimi anni hanno causato numerosi e diffusi fenomeni di dissesto idrogeologico, anche di grave entità. Interessando diverse infrastrutture di valenza strategica, quali le principali arterie viarie, statali e provinciali. È emersa la debolezza della rete idrografica ogliastrina, sulla quale occorre procedere a un monitoraggio approfondito». E questo per evidenziare le criticità, le priorità e le tipologie di interventi, ovvero gli ambiti che necessitano di sistemazione idraulica e idraulico-forestale (sia di salvaguardia preventiva che di riparazione dei danni a seguito di eventi calamitosi) e di interventi di manutenzione.
 Venne così deciso come agire: «In una fase ricognitiva preliminare si è stabilito di procedere a delimitare il campo d’indagine alle aste fluviali dell’area provinciale che sono state oggetto di considerevoli fenomeni di dissesto». Per poi rimarcare: «Per manutenzione intendiamo l’insieme delle operazioni tecniche e specialistiche necessarie per mantenere in buono stato e in efficienza idraulico-ambientale gli alvei fluviali; in buone condizioni d’equilibrio le sponde e in efficienza le opere idrauliche e di sistemazione idrogeologica presenti».

Chiavi di questa notizia: Dissesto idrogeologico