Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
"No al cemento sul colle di Tuvixeddu"
26/09/2010
Da Legambiente secco no alle costruzioni sulla necropoli fenicio punica più estesa del Mediterraneo: Tuvixeddu, secondo l'associazione ambientalista, è una discarica a cielo aperto. Straordinaria ma trascurata, consegnata al degrado: così si è presentata questa mattina la necropoli di Tuvixeddu-Tuvumannu, agli occhi dei volontari di Legambiente che, con buste e guanti, hanno partecipato alla operazione "Parco Pulito", la versione cagliaritana di "Puliamo il Mondo". "L'alternativa al degrado non è il cemento"
Il riferimento è ai 290 mila metri cubi di costruzione del progetto di Coimpresa, bloccati a luglio dalla Sovraintendenza. "Mentre la controversia giudiziaria va avanti il colle è in stato di abbandono con le erbacce che coprono le tombe e i rifiuti a farla da padroni. Una vergogna. Legambiente dice no al cemento su un'area, testimonianza della Cagliari punica, poi romana. Chiediamo a gran voce che sorga immenso parco di valenza internazionale. Un parco archeologico, con le sue 1.200 tombe ipogeiche scavate nella roccia calcarea, le ceramiche, i monili e gli scarabei, con le testimonianze dell'attività mineraria di cava ed il paesaggistico mozzafiato". (Vi era di tutto a Tuvixeddu-Tuvumannu: materiali edilizi frutto di ristrutturazioni anche recenti, vecchi mobili, amianto, eternit, infradito, batterie, trovati durante la manifestazione organizzata da Legambiente. "Comune e Regione si facciano carico di risistemare il parco, in attesa che si risolva la controversia giuridica", ha sottolineato il consigliere regionale di Sinistra e Libertà Massimo Zedda, tra il gruppo dei volontari assieme al capogruppo Luciano Uras. "Circa 30 anni di contestazioni, venti di liti giudiziarie, il degrado avanza, questa area straordinaria non deve diventare un cortile di pertinenza dei condomini di Cualbu", ha aggiunto Angela Zanda, di Legambiente . L'iniziativa di volontariato ambientale si è concentrata su Tuvumannu, per chiedere il riassetto idrogeologico del Colle. All'iniziativa ha preso parte anche il Comitato di quartiere di piazza D'Armi dove tre anni fa si è aperta una voragine che sta creando disagi su disagi ai cittadini.
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