Nessun progetto per rimediare al ripascimento Fermo da anni il piano di utilizzo del litorale
Legambiente e Wwf: «Subito un intervento di ripristino»
CAGLIARI.Il Poetto invaso. La differenza con l’estate è che le persone sono vestite. Ieri sulla spiaggia dei Centomila c’erano la folla dei giorni migliori. Ma la sabbia lascia sempre la polvere addosso, il colore è grigio, la consistenza granulosa. Inoltre il lungomare più amato dai cagliaritani aspetta da anni i nuovi servizi, il piano di utilizzo del litorale (Pul) che ancora non si vede. Tutto come se il tempo si fosse fermato. La svolta (negativa) per la spiaggia è datata 8 marzo 2002, quando iniziò il ripascimento: in pochi giorni il Poetto divenne un’altra cosa. Nato per rimediare all’erosione, la fretta sconsiderata e il presunzione scientifica trasformarono quell’intervento in un oltraggio al lungomare e alla città, che ancora permane. «Oggi tutto è fermo - afferma Vincenzo Tiana, presidente regionale di Legambiente - da parte nostra stiamo organizzando un grosso momento di mobilitazione per il sesto anniversario del ripascimento. La Regione ha prodotto uno studio che mostra che è possibile rimediare. Ma tutti devono fare la loro parte, anche il Comune che, sino ad ora, è restato molto silente». Rispetto allo stato della spiaggia «riteniamo che gli enti locali - precisa Luca Pinna, responsabile regionale del Wwf - debbano riunirsi per decidere. L’amore che i cagliaritani e l’hinterland mostrano per la spiaggia deve spingere a rimediare. Mentre tutto resta fermo». Non si muove nemmeno il Pul, il piano di riutilizzo del litorale: lo strumento che dovrebbe ridisegnare la predisposizione e la tipologia dei servizi per il lungumare. Sin dai primi di novembre la commissione comunale consiliare all’Urbanistica e ambiente ha affrontato il problema e dato una serie di indicazioni. «Purtroppo devo dire che la Giunta è in ritardo - informa Massimiliano Tavolacci, Udc, presidente dell’organismo assembleare - se, come Consiglio, abbiamo fatto la nostra parte e sollecitato a intervenire, gli altri organismi amministrativi, no». Eppure si tratta di un progetto la cui origine risale a otto anni fa. Sin da allora venne elaborata una rimodulazione della spiaggia con l’utilizzo di tipologie che richiamano l’architettura degli antichi casotti (rimossi del 1986). Poi vi sono stati una serie di ritardi, dovuti alla Regione, sino al paradosso che non era possibile dare nuove concessioni in quanto occorreva il permesso del Comune, ma questo non poteva avviare le pratiche in quanto mancava il piano approvato dalla Regione. Ora il governo dell’isola ha sistemato la questione, ma per Cagliari vi sono alcune cose ancora da chiarire. «Le indicazioni della Regione - spiega Tavolacci - sono di carattere generale come, ad esempio, le rimozione stagionale dei manufatti amovibili. Mentre il Poetto viene fruito dodici mesi all’anno e questo comporta la necessità di strutture, sì, leggere ma a duratura maggiore». Su questi aspetti «la Regione si è dimostrata disponibile. Il Comune, però, non ha ancora fatto i passi dovuti. Da parte nostra come commissione, abbiamo anche chiesto che il Poetto venga considerato un bene identitario unitario. Da qui l’individuazione di tipologie simili per tutta la spiaggia». Sul Poetto, poi, ha precisato più volte Andrea Scano bisogna «non solo regolamentare le concessioni per stabilimenti e chioschetti, ma occuparsi anche del futuro della spiaggia e del problema della sua erosione continua». Per il momento, però, è tutto fermo e anche per quest’anno, niente Pul