Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Il capoluogo al secondo posto per inquinamento atmosferico

23/01/2008

autore: Roberto Paracchini

Legambiente: «Intervenire subito sul traffico automobilistico»
Smog, la città ai vertici nazionali

CAGLIARI
. Il capoluogo dell’isola si conferma ai vertici nazionali per smog. Dal quinto posto, conquistato ai primi di dicembre, Cagliari si è ora meritato, su tutto il 2007, il secondo, dopo Torino. Il risultato lo rende noto Legambiente sulla base del rapporto annuale «Mal’aria». Si tratta di cifre, spiega Vincenzo Tiana, presidente regionale dell’associazione ambientalista, «che si basano sui dati forniti dal Comune sulla base delle centraline di rilevamento». Di positivo, a voler essere ottimisti, si potrebbe dire che in questi primi venti giorni del 2008 Cagliari non ha mantenuto il record negativo. Ma la quasi medaglia nera del 2007 è allarmante.  Durante il mese di dicembre, Cagliari ha conquistato tre posizioni per numero di sforamenti del limite massimo giornaliero di emissione di polveri sottili (Pm10), attestandosi su 162 superamenti (dei 50 micro grammi a metro cubo permessi): diventando così seconda solo a Torino, che si attesta su 190.  «L’anno scorso il limite era stato superato per 80 volte», ricorda Luigi Lai, responsabile scientifico regionale di Legambiente. Da diversi anni Legambiente chiede che venga modificata la viabilità cittadina, considerato il responsabile centrale del degrado ambientale. «Il problema è molto grave - precisa Lai, medico cardiologo - e i dati internazionali mostrano che l’inquinamento atmosferico è responsabile di un altissimo numero di patologie cardiovascolari. E non sono tanto i picchi ma l’esposizione continua a danneggiare la salute. Ma il Comune sembra non considerare questo un problema prioritario, come dimostra il fatto che non interviene adeguatamente», continua il responsabile scientifico dell’associazione. L’amministrazione municipale, però, non è d’accordo e precisa di avere un numero di centraline superiore, sette, e non tre come previste dalla legge. Inoltre l’assessorato ai Servizi tecnologici informa che alcune apparecchiature, come quella di Sant’Avendrace, sono posizionate male, troppo vicine al semaforo, da cui deriverebbero le rilevazioni superiori alla media». Secondo Lai, però, «le giustificazioni del Municipio sono molto gravi. Non solo perchè non è la differenza di dieci metri, quella del posizionamento della centralina di Sant’Avendrace, a produrre la differenza. In ogni caso se così fosse vorrebbe dire che da cinque anni, da quando è entrato in vigore l’obbligo di monitorare l’area, Cagliari non è riuscita a mettersi in regola ed è, quindi, doppiamente fuori legge». Ma il problema «è che la letteratura internazionale dice ormai che c’è una linea diretta tra inquinamento atmosferico e morti per patologie correlate: si parla del doppio di decessi in rapporto a quelli per incidente stradale. Solo che questi ultimi si possono vedere, gli altri no: sono morti silenziose, ma reali». Poi fra tre anni, secondo le norme dell’Ue, i limiti per le polveri diminuiranno sino a 20 micro grammi a metro cubo. Per questo «occorrono politiche di disincentivo contro le auto visto che il 70 per cento dell’inquinamento proviene dal traffico privato».


Chiavi di questa notizia: Inquinamento  Trasporti