Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

«Ecco l'alternativa all'inceneritore»

14/09/2010

autore: LUCA CONTINI

MACOMER. Il sodalizio “Non bruciamoci il Futuro” chiama a raccolta i comuni
Il portavoce del comitato: a Tergu un impianto biomeccanico

 Dal no al nuovo inceneritore che dovrebbe sorgere a Tossilo, alla proposta di un sistema alternativo di smaltimento dei rifiuti solidi urbani per l'intera Sardegna centrale. È questo il percorso del comitato cittadino “Non bruciamoci il Futuro” nato nei mesi scorsi per opporsi alla realizzazione di una nuova linea di incenerimento da realizzarsi in sostituzione delle due attualmente in funzione a Macomer.
LA PROPOSTA Già in parte finanziato con 20 milioni di euro (ne servirebbero in totale 33) dall'assessorato regionale all'ambiente, il nuovo inceneritore ha già ricevuto il rifiuto di oltre 1200 cittadini che, aderendo al comitato, hanno apposto la loro firma contro la realizzazione dell'opera. Nelle scorse settimane “Non bruciamoci il Futuro” ha rilanciato la sua sfida proponendo agli amministratori del Marghine, in alternativa all'incenerimento, il nuovo sistema di trattamento biomeccanico inaugurato solo qualche mese fa a Tergu dal Consorzio Anglona Ambiente. «Dopo aver visitato l'impianto di Tergu e analizzato le sue caratteristiche - sostiene Carlo Piana a nome del comitato cittadino - abbiamo avuto incontri con gli amministratori del Marghine proponendo loro di confrontarsi con una tecnologia che sotto tutti i punti di vista appare conveniente rispetto alla scelta dell'incenerimento. Il trattamento biomeccanico avviene a freddo senza alcuna emissione di fumi, vapori o altre sostanze nocive, nessun utilizzo di acqua per il raffreddamento di impianti e i relativi costi di depurazione. Il suo costo di realizzazione, inoltre, si aggira tra i 3 e i 6 milioni di euro. Il numero di posti di lavoro può superare ampiamente le 40 unità».
IL SOPRALLUOGO Dagli incontri con le amministrazioni pubbliche è nata la proposta di verificare nel dettaglio le potenzialità dell'esperienza del Consorzio Anglona. «In accordo con i tecnici dell'impianto e con gli amministratori di Tergu - sostiene Piana - abbiamo organizzato per venerdì 24 settembre una visita all'impianto». Alla proposta hanno già aderito formalmente i comuni di Birori, Borore e Macomer e nei prossimi giorni si attendono le adesioni delle altre amministrazioni e delle sigle sindacali. Per partecipare all'incontro, aperto a tutti gli interessati, è necessario confermare la presenza all'indirizzo nonbruciamoci@gmail.com. Intanto il comitato ha ricevuto nei giorni scorsi la sua prima adesione politica da parte dell'Irs che, nell'assemblea regionale, ha votato all'unanimità per il sostegno alle attività di “Non bruciamoci il Futuro”.

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