Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Liquami in mare, vietato tuffarsi
31/08/2010
autore: ANDREA NIEDDU
La Maddalena: alt alla balneazione in un tratto di costa di Nido d’Aquila LA MADDALENA. Il sindaco della Maddalena Angelo Comiti ha emesso l’ordinanza numero 12, dichiarata urgente, che vieta nella zona di Nido D’Aquila il divieto assoluto di effettuare bagni, anche di breve durata, sin dallo scorso 26 agosto. Ecco il motivo: i liquami che provengono da una fogna vanno a finire direttamente in mare.
A segnalare nuovamente il pericolo di inquinamento è stata l’Arpas che ha inviato un fax all’amministrazione comunale. Così, da alcuni giorni, nel tratto di costa dove già altre volte era stata segnalata la fuoriuscita di liquami (sempre provenienti dalla stessa fogna) è assolutamente vietato tuffarsi.
Una decisione arrivata in un momento particolare della stagione che vede ancora la presenza di molti turisti i quali, comunque, appena si sono resi conto dello “scarico a mare”, hanno escluso dalle loro soste quel tratto di litorale.
Per essere comunque sicuri che nessuno si avvicinasse, è arrivata anche l’ordinanza. Ai vigili urbani il compito di mettere in mostra il provvedimento: sono stati prontamente sistemati tre cartelli distinti in modo che tutti potessero rendersi conto del divieto, ma soprattutto per far conoscere alla gente il pericolo. Qualcuno però, stupidamente, ha deciso in un secondo momento di far sparire due dei tre cartelli per andare a piazzarli nella spiaggia di Spalmatore (proprio quella che aveva ricevuto la bandiera blu) e in quella di Monte da Rena.
Il fatto ha creato ovviamente stupore e disagi da parte di chi si è trovato davanti a quei divieti e qualcuno ha avuto paura di correre qualche rischio di infezione. Ma chi invece era certo di una realtà ben diversa, ha subito avvertito gli uomini della polizia municipale che, insieme con un assessore comunale e un tecnico, hanno accertato che quei due cartelli erano fuori posto: si riferivano infatti all’ordinanza numero 12 che stabiliva il divieto di balneazione soltanto a Nido D’Aquila.
C’è stato, però, un momento in cui tutti sono rimasti senza parole di fronte a una tale decisione (che non fosse stata mai presa lo si è capito dopo) perché in quelle acque cristalline fino a pochi minuti prima si nuotava in tranquillità.
L’unico problema, dunque, riguarda Nido D’Aquila: alcuni campioni sono già stati prelevati e adesso bisognerà attendere i risultati delle analisi per sapere se quel tratto di costa, anche se poco frequentato per la presenza di molti scogli, potrà essere riaperto alla balneazione.
Chiavi di questa notizia: Vacanze inquinate